Milan, quante spine per Gattuso: carattere, Donnarumma e Biglia problemi rossoneri

Pubblicato il autore: Antonio Guarini Segui

Gianluigi Donnarumma (Photo by Paolo Bruno/Getty Images scelta da SuperNews)

Gattuso, debutto amaro al San Paolo. Si è presentato al cospetto del maestro Ancelotti con il “vecchio” Milan e alla fine ha subito una sconfitta pesante da digerire. Rino Gattuso non avrà dormito dopo aver visto sfumare una vittoria che sembrava certa. Il Milan visto al San Paolo ha mostrato pregi e difetti dello scorso anno. Era inevitabile visto che tra in nuovi acquisti c’era solo Higuain in campo. L’argentino è rimasto a secco di gol e di rifornimenti. I rossoneri hanno calciato solo 4 volte nello specchio della porta di Ospina, contro i 13 del Napoli. Il Milan del San Paolo ha mostrato le sue facce: grande attenzione, poca qualità a centrocampo e momenti di amnesia alla prima difficoltà. Dopo il primo gol di Zielinski sono venuti fuori tutti i fantasmi del passato. A iniziare da Donnarumma, che è stato tutt’altro che impeccabile sul secondo gol del Napoli. Un’uscita accennata e poi un gol subito mentre era nella terra di nessuno. La pressione di Reina forse si fa già sentire.

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I due gol del Milan sono stati di pregevole fattura. In assenza di Calhanoglu è Suso a dover accendere la luce. Lo spagnolo ha prima avviato l’azione dell’1-0 di Bonaventura e poi ha consegnato a Calabria l’assist del raddoppio. Ma all’improvviso un errore in collaborazione tra Musacchio e Biglia ha fatto crollare il castello di carte di Gattuso. L’ex Lazio ha giocato una brutta partita, non meglio ha fatto Bakayoko quando è entrato al suo posto. L’impressione è che il francese avrà bisogno di tempo per capire il calcio italiano. In quest’ottica appare sempre più difficile da comprendere la cessione di Locatelli. L’unica vera alternativa credibile a Biglia che c’era a Milanello. Già, c’era.

Gattuso, quali rimedi per Milan-Roma?

Domenica di riposo quella concessa da Gattuso ai suoi. 24 ore per riflettere sugli errori del San Paolo e per cominciare a pensare alla prossima partita. Venerdì sera a San Siro arriva la Roma di Eusebio Di Francesco, altro test molto probante per le ambizioni del Milan. Contro i giallorossi tornerà disponibile Calhanoglu. Il turco, da solo, non basterà a risolvere tutti i problemi della squadra di Gattuso, anche perché ce ne sono di strutturali. Il Milan non ha grande qualità a centrocampo, questo è fuori di dubbio. Il solo Bonaventura è in grado di alzare il livello qualitativo del reparto. Troppo poco per affrontare una lunga e importante stagione. Per tutta l’estate, con cinesi e americani, il Milan ha inseguito una mezzala di qualità. E’ arrivato Bakayoko che ha forza e muscoli, ma ieri sera Zielinski ha dimostrato di che tipo sono i piedi buoni. Davvero buoni.

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Gattuso quindi dovrà riflettere se sia il caso di cambiare qualcosa. Anche per servire meglio Higuain, che è rimasto spesso isolato davanti. La strada giusta potrebbe essere quella del 4-2-3-1. In mezzo giocherebbero due tra Biglia, Kessiè e Bakayoko. Tutti potrebbero essere molto più a loro agio in una linea a due, senza troppi compiti di regia. Calhanoglu giocherebbe più vicino a Higuain, con Suso e Bonaventura a inventare sugli esterni. Senza dimenticare che c’è l’alternativa Castillejo. Così come c’è Laxalt, che potrebbe insidiare il brutto Rodriguez visto a Napoli. Perché il Milan ha fatto mercato. Gattuso magari se ne ricorderà già con la Roma. Sarà meglio.

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