Walter Mazzarri torna a San Siro per affrontare le ombre del passato nerazzurro

Pubblicato il autore: Lorenzo C Segui
TURIN, ITALY - JANUARY 06: Torino FC head coach Walter Mazzari looks on during the serie A match between Torino FC and Bologna FC at Stadio Olimpico di Torino on January 6, 2018 in Turin, Italy. (Photo by Valerio Pennicino/Getty Images)

Foto Getty Images © scelta da SuperNews

Il calendario presenta alla seconda giornata un match assai suggestivo: a San Siro andrà in scena la sfida tra Inter e Torino. Se i nerazzurri vorranno riscattare la debacle subita all’esordio, ad opera del Sassuolo, i granata oltre a ruggire, dopo il ko casalingo rimediato al cospetto della Roma, vorranno regalare a Walter Mazzarri una serata indimenticabile.

Ebbene sì, per il tecnico del Toro, quella di domenica sera non sarà un match affatto banale. Per l’allenatore toscano, la compagine nerazzurra ha rappresentato l’ultima squadra italiana in cui è stato al timone, prima che nel gennaio scorso subentrasse a Sinisa Mihajlovic al fine di guidare Belotti e compagni. Riavvolgendo il nastro della sua carriera, l’avventura all’Inter, durata meno di un anno e mezzo, ebbe inizio nell’estate del 2013. Mazzarri era reduce da un ottimo percorso alla guida del Napoli, chiudendo il campionato 2012/2013 al secondo posto, traguardo che non passò inosservato all’allora presidente Massimo Moratti, il quale da lì a poco avrebbe ceduto la maggioranza delle quote del club di Corso Vittorio Emanuele al tycoon Thoir.

Come detto, quindi, il tecnico natio di San Vincenzo approdò nella sponda nerazzurra di Milano e la campagna acquisti attuata nell’estate del suo arrivo non fu affatto in pompa magna. Complici le ristrettezze economiche ed un occhio rivolto al fair play finanziario da rispettare, all’ombra della Madonnina, fatta eccezione per Icardi, all’epoca astro nascente del calcio internazionale, giunsero i vari Taider, Botta e Campagnaro, non di certo protagonisti su cui puntare per conquistare il tricolore.

La stagione non fu particolarmente esaltante, ma Mazzarri riuscì comunque nell’impresa di conquistare il quinto posto, permettendo all’Inter di qualificarsi per l’Europa League. Nella stagione successiva, invece, il rapporto tra Mazzarri con la dirigenza interista e la piazza andò gradualmente a sgretolarsi, tant’è che lo speaker dello stadio di  San Siro arrivò al punto di non citarlo durante la lettura delle formazioni, onde evitare una bordata di fischi nei suoi confronti.

La stagione 2014/2015 vide Walter Mazzarri al timone dei nerazzurri per soli undici giornate. Dopo il pareggio casalingo per 2-2 contro l’Hellas Verona, con l’Inter a cinque punti di distanza dalla zona Champions League, i dirigenti nerazzurri decisero che non si potesse più andare avanti così, a tal punto da esonerarlo, chiamando al capezzale della squadra Roberto Mancini.

Il proseguo della stagione non fu brillante per Icardi e compagni, considerando che l’Inter chiuse il torneo all’ottavo posto, non qualificandosi per alcuna competizione europea. Tale risultato finale non fece altro che valorizzare il lavoro svolto in precedenza da Mazzarri, non pienamente compreso ed apprezzato durante la sua gestione. A seguire il tecnico toscano, dopo alcuni anni di silenzio, volò in Inghilterra, tra le fila del Watford, in cui riuscì a centrare l’obiettivo della salvezza.

Complici, però, problemi inerenti la lingua e l’ambientamento, Mazzarri rescisse il contratto con la società d’oltremanica e nel gennaio scorso, come tutti sappiamo, ha accettato la proposta avanzata da Urbano Cairo di subentrare a Sinisa Mihajlovic, riuscendo, in parte, a donare una scossa alla compagine granata. Mazzarri, quindi, tornerà per la prima volta a San Siro ed affronterà l’Inter con lo scopo di ben figurare, ribadendo, ulteriormente, che furono affrettate le considerazioni negative sul suo conto, provando, altresì, con ardore, a bissare il successo ottenuto lo scorso 8 aprile, quando al “Grande Torino” furono i granata, grazie ad una rete siglata da Ljajic, a regalare un pomeriggio amaro alla banda di Luciano Spalletti.

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