Bernardeschi, il jolly che fa volare alto la Juventus. Allegri sta facendo un favore anche a Mancini

Pubblicato il autore: Antonio Guarini Segui

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Bernardeschi, da talento acerbo a imprescindibile della Juventus.“Perché hanno speso 40 milioni di euro, quando hanno già Dybala?”, questo è stato il commento di tanti appassionati di calcio la scorsa estate. Beh in queste prime partite Federico Bernardeschi sta dando le sue risposte. Dopo un anno di apprendistato, l’ex Fiorentina si sta prendendo sempre più la Juventus sulle spalle. Nella scorsa stagione un infortunio lo aveva fermato sul più bello, proprio quando stava scalando le gerarchie di Allegri. In questa stagione lo ha fatto fin dalla prima partita. L’allenatore bianconero è sempre molto parco di complimenti, ma dopo Valencia c’è stata l’investitura:“Bernardeschi è un giocatore da Juve”. Eccome se lo è. Il talento di Carrara sta avendo una rapida crescita sia dal punto di vista tecnico che fisico. Non è più il ragazzo che gioca qualche spezzone, ormai lui è un titolare della Juventus.

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Contro il Frosinone il suo ingresso ha dato la scossa. Anche Cristiano Ronaldo dialoga molto bene con Bernardeschi. La sensazione che allenarsi tutto i giorni con un fuoriclasse assoluto come il portoghese stia facendo molto bene all’ex Fiorentina. Nella serata del Benito Stirpe Bernardeschi ha cominciato la sua partita da mezzala, poi si è trasferito sull’esterno. Da lì ha segnato il gol del definitivo 2-0. Non è un caso che la Juventus abbia sbloccato un match ostico dopo il suo ingresso, e dopo quello di Cancelo. L’ex Inter è ormai un punto di riferimento per Allegri e i compagni. Così come lo è Bernardeschi. Mancini prenda nota.

Bernardeschi, un leader anche per l’Italia

Non solo in campo, ma anche fuori. A 24 anni Bernardeschi è sempre più al centro del villaggio Juventus. E ora che lo diventi anche in Nazionale. Allegri sta dando una grossa mano a Mancini, così come Ancelotti, Gattuso, Pioli e gli allenatori che fanno giocare i giovani italiani. Quelli bravi chiaramente. Bernardeschi, insieme ad altri, può essere il simbolo della rinascita azzurra. Non solo esterno, ma anche mezzala. Così da completare il suo processo di maturazione calcistica. Cosa che sta accadendo anche ad Insigne. Dopo tanti anni a galleggiare nella sua zolla preferita largo sulla sinistra, Lorenzo ha traslocato. Chi se non Ancelotti poteva compiere questa trasformazione. Tre partite giocate da punta e tre gol realizzati, più un palo clamoroso colpito a Belgrado. Reti e giocate da attaccante vero.

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Non solo Bernardeschi-Insigne. C’è Bonaventura, che è ormai un tuttocampista completo. Corre, imposta, lotta e segna. Un giocatore utile in ogni squadra. Jorginho è imprescindibile nel Chelsea multimilionario di Sarri. Barella e Benassi continuano a far vedere ottime cose. Chiesa è una realtà. E che realtà. Belotti-Immobile stanno ritrovando la via del gol. In difesa Bonucci, Chiellini, Caldara e Romagnoli fanno dormire sonni tranquilli. Poi c’è gente come Parolo. Il laziale avrà pure 33 anni, ma se Simone Inzaghi non vi rinuncia mai un motivo ci sarà. Basta vedere qualche partita della Lazio per capirlo. A occhio abbiamo buttato giù quasi una formazione. Bernardeschi può essere la stella cometa della

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