Milan a Sassuolo tra presente e futuro: De Zerbi può essere il successore di Gattuso

Pubblicato il autore: Armando Cheula Segui
MILAN, ITALY - JANUARY 06: AC Milan coach Gennaro Gattuso issues instructions to his players during the serie A match between AC Milan and FC Crotone at Stadio Giuseppe Meazza on January 6, 2018 in Milan, Italy. (Photo by Marco Luzzani/Getty Images)

(Photo by Marco Luzzani/Getty Images scelta da Supernews)

Alzi la mano chi poco più di un mese fa pensava che i rossoneri si potessero presentare a casa del Sassuolo pesantemente attardati in classifica, ma così va il calcio e ormai gli osanna e i desiderata estivi in genere servono solo a sponsorizzare le strutture alberghiere mete dei raduni delle big e prese d’assalto da orde oceaniche di tifosi in crisi di astinenza. La classifica ad oggi certifica la soprendente ma meritata terza piazza dei neroverdi emiliani, 13 punti il bottino accumulato frutto di 4 vittorie e una sola sconfitta di misura allo Stadium contro la Juventus. Un dato che aiuta a dissipare ogni dubbio circa il merito della banda di De Zerbi sono le marcature: il Sassuolo con ben 14 reti messe a segno è al comando della speciale classifica sopravanzando pure la Juve ferma a 13. Il Sassuolo, reduce dalla convincente prestazione in quel di Ferrara, ha tutte le carte in regola per non rivelarsi presto la classica meteora stagionale: il cammino dell’ormai ex matricola ha visto pure lo scalpo dei cugini nerazzurri, battuti 1 a 0 all’esordio in campionato. Quello che piace del Sassuolo, è la briosità della manovra che a tratti ricorda la favola di Zemanlandia ma con una rigorosa disciplina difensiva che proprio non si addiceva alla filosofia del maestro boemo. La squadra poi presenta prospetti interessanti come Lirola e di comprovata esperienza come Boateng e Berardi e la formula usato sicuro garantito di mitra Matri.

I rossoneri, reduci dall’ennesimo pareggio in chiaroscuro in quel di Empoli, hanno raccolto ad ora un magro bottino se è vero che nelle 5 partite giocate(da recuperare la gara con il Genoa) ne hanno vinta una sola; la differenza reti, 8 reti nel pallottoliere e 8 incassate testimoniano una mediocrità preoccupante. I tre pareggi consecutivi in poco più di una settimana (Cagliari, Atalanta e Empoli) oltre a rallentare la rincorsa dei rossoneri ha aperto dibattiti e ingigantito interrogativi esistenziali sulla filosofia del nuovo corso. Una squadra come il Milan anche se accusa la defezione di Higuain non può perdere punti sanguinosi al Castellani dopo un primo tempo concluso colpevolmente con un solo gol all’attivo. E qui entra in gioco la guida tecnica, Gennaro Gattuso, al quale l’anno scorso la società ha rinnovato più volte la fiducia e concesso un credito illimitato per la verità accumulato soprattutto guardando la suo passato da calciatore che a quello da allenatore. Il calabrese era subentrato a Montella nel corso della stagione e senza passi trionfali aveva portato a termine la stagione raggiungendo l’obiettivo minimo dell’Europa League. Quest’estate poi, confermato sulla panchina del diavolo, ha visto ingentilire la rosa con gli arrivi tra gli altri di Caldara e Higuain, non proprio gli ultimi arrivati e snellendo la rosa con l’uscita di Andrè Silva assai deludente con la casacca rossonera addosso. Se i risultati non sono assolutamente in linea con quanto preventivato dalla casa di Milanello, lo spettacolo mostrato solo a tratti sta però iniziando a generare insofferenza al pari di seconde fasi della partite in cui la banda di Gattuso veste i panni della scialacquatrice. Utile ricordare al riguardo che sono sette i punti dilapidati da situazioni di vantaggio e il fatto di aver giocato solo 5 gare è un dato da Guinness dei Primati; altro dato che genera imbarazzo è quello relativo alle reti subite, 16 partite consecutive con reti alle spalle del proprio portiere. Insomma, se si vuole coltivare il sogno di entrare nelle prime 4, occorre una netta inversione di tendenza. A partire dal Mapei Stadium..

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