Milan-Roma: 2-1. Giallorossi nuovamente altalenanti nel corso della gara. Discutibili le scelte tattiche di Di Francesco

Pubblicato il autore: Lorenzo C Segui

Javier Pastore – Foto Getty Images© per SuperNews

La Roma non decolla e ripropone, nuovamente, i limiti evidenziati nella precedente sfida di campionato contro l’Atalanta. Anche  al cospetto del Milan, la banda guidata da Di Francesco è stata protagonista di un primo tempo scialbo, conclusosi con il vantaggio dei rossoneri, grazie al gol di Kessie, dimostrandosi, altresì, assai evanescente dalle parti di Donnarumma.

Nella ripresa molto meglio l’approccio iniziale, culminato con la rete realizzata da Fazio. A seguire qualche svarione di troppo in difesa, con il gol giustamente annullato ad Higuain, e la rete, anch’essa non convalidata dal VAR, di Nzonzi, per un tocco irregolare con il braccio sinistro da parte del centrocampista francese. Al 95′, però, lo stesso Nzonzi ha confezionato l’ errato disimpegno che ha propiziato l’assist di Higuain per Cutrone, match winner della sfida di San Siro.

Sotto il cielo piovoso di una Milano di fine estate, i capitolini hanno messo in mostra una tenuta difensiva tutt’altro che irreprensibile. Appaiono assai lontani i tempi in cui Alisson dirigeva in maniera impeccabile i suoi  compagni di reparto. Lo score, dopo appena tre giornate, parla di cinque reti al passivo, troppe per una squadra che miri, almeno, ad occupare le prime quattro posizioni in classifica.

Anche il tecnico Di Francesco, però, ci ha messo del suo. La scelta di scendere in campo con un inedito 3-4-1-2 con Marcano inserito nella difesa a tre, Karsdorp e Kolarov sulla linea dei centrocampisti e Pastore a supporto del tandem Dzeko-Schick, si è rivelata una mossa inconcludente, che non ha fornito quel valore aggiunto che l’allenatore abruzzese si aspettasse. Meglio nella ripresa, quando Di Francesco ha optato per il 4-2-3-1, inserendo El Shaarawy al posto di Marcano, creando una trequarti con il “faraone“, Pastore e Schick a supporto di Dzeko. Medesimo leit-motiv, quindi, visto in occasione della gara contro l’Atalanta, con l’allenatore giallorosso costretto a correre ai ripari per sopperire ad una situazione di svantaggio maturata nella prima frazione di gioco.

Idee poco chiare oppure occorra ancora del tempo per modellare alla perfezione una rosa ampiamente rivoluzionata in estate? Probabilmente la risposta, come al solito, è nel mezzo. L’inconveniente, però, è che nel calcio la pazienza sia merce rara, motivo per cui la Roma, in attesa che trovi la giusta quadratura, perde punti e subisce gol a raffica, preoccupando, e non poco, i propri tifosi.

In tal senso, mai come adesso, la sosta giunge nel momento migliore per l’allenatore dei capitolini, il quale sarà chiamato a far ulteriormente chiarezza, al fine di riportare i giallorossi a splendere, come accaduto nella passata stagione. La Champions sta per iniziare, il campionato si avvia gradualmente a delineare le posizioni, ragion per cui i capitolini non potranno più permettersi il lusso di sfoderare tali prestazioni dal doppio volto, al fine di non abbandonare prematuramente posizioni di classifica nobili in grado di alimentare ambizioni.

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