Roma-Frosinone, Di Francesco può definirsi “salvo”?

Pubblicato il autore: Gabriele Ripandelli Segui

Eusebio Di Francesco – Foto Getty Images© scelta da SuperNews

Tranquillità, gioia, liberazione. Un’ escalation di emozioni ha caratterizzato la serata di Di Francesco. Nella prima notte da dentro o fuori ha cambiato modulo, ruotato gli interpreti e trovato la risposta che cercava dai suoi ragazzi. Ma può già definirsi “salvo”?

Davanti a sé la Roma ha incontrato un Frosinone tutt’altro che inarrestabile e pericoloso. La squadra di Mister Longo ha faticato in molte occasione nel match di ieri ed i Laziali sono ancora fermi a 0 gol fatti e 16 reti incassate in 6 partite, con la preoccupante media superiore ai due gol a gara. Dei numeri che, lasciando da parte il pareggio a reti bianche con un Bologna in difficoltà, ricordano il cammino del Benevento nello scorso campionato. Per questo Di Francesco non deve definirsi soddisfatto se i suoi giocatori hanno mantenuto la porta inviolata come da lui richiesto: essere i primi bersagli del ritorno al gol del Frosinone in serie A avrebbe solo aperto ulteriori polemiche. “La vittoria può sembrare facile ma affrontavamo una squadra che aveva fatto bene con la Juventus” ha affermato l’allenatore ai microfoni di Dazn a fine gara. Vero, ma al Matusa domenica sera si era vista una squadra molto arroccata e battagliera, in grado di non incassare per 80 minuti ma lasciare il gioco agli avversari. Il Frosinone di ieri è sembrato molto più arrendevole.

Vanno fatti però i complimenti a Di Francesco per aver rischiato e deciso di cambiare modulo. Una scelta che è sembrata azzeccata e che ha permesso alla Roma di creare tanto gioco, verticalizzando sulle ali per poi cercare l’imbucata. Con un Dzeko in panchina, per rifiatare e non per polemiche come si potrebbe pensare, ed uno Schick bocciato da molti e con un esultanza fermata dalla traversa, la Roma è riuscita comunque a macinare gol. I mattatori della serata sono stati proprio i tre uomini dietro la punta in quel 4-2-3-1 indovinato dal tecnico. De Rossi e N’Zonzi a fermare il gioco avversario e supportare la difesa, El Sharaarawy, Under e Pastore più liberi di creare e colpire, con il secondo a proprio agio a ridosso della prima punta. Forse proprio i gol dell’argentino e del turco sono più che semplici numeri da classifica cannonieri, ma una sorta di segno del destino. Under aveva messo fine anche anno scorso ad un brutto periodo della Roma, tra la fine di dicembre ed il mese di gennaio, in cui erano arrivati solo tre punti in 6 partite, contando anche il recupero della terza giornata con la Sampdoria, e la sconfitta in Champions in casa dello Shakhtar. Quel gol aprì la strada per 7 partite con 6 vittorie, tra cui quella con il Napoli, ed una sola sconfitta contro il Milan, oltre che alla vittoria nel ritorno contro lo Shaktar ed il cammino europeo fino alla finale di Champions sfiorata. A Roma, basta poco per esaltarsi come per inabissarsi e un gol può far scattare la scintilla. Di Francesco può sorridere anche per la coincidenza dei due gol di Pastore. Entrambi di tacco, il primo al secondo minuto della seconda giornata di campionato contro l’Atalanta  è stata l’ultima gioia prima dell’inizio del periodo negativo, il secondo, sperano i tifosi, potrebbe essere quello che allontana la crisi.

La prima palla è stata messa in rete da Di Francesco, ora ci sta da vincere, o almeno convincere, con Lazio e Viktoria Plzen per dare un senso al campionato ed al girone di Champions. Poi, tra ottobre e novembre, la Roma incontrerà Napoli, Fiorentina, andata e ritorno con il CSKA Mosca e ritorno con il Real Madrid. L’allenatore della Roma deve inoltre sperare che in questi due mesi difficili Pallotta diventi da disgustato a soddisfatto, o salterà la panchina. Conte, il più desiderato da ogni big italiana dopo un momento negativo, sembra per ora inarrivabile per prezzo e perché dovrebbe accettare di veder partire ogni estate i pezzi da 90, o almeno questa è la musichetta degli ultimi mercati estivi giallorossi. Montella, altro nome tra i primi sulla lista, sembra non esse gradito dai tifosi romanisti. Stesso parere per l’altro ex viola Paolo Sousa, che, però, si vocifera sia già stato contattato attraverso il suo entourage da Baldini e potrebbe rescindere  con il Tianjin. Di Francesco, tra moduli, avversarie toste e il fantasma di eventuali successori, può definirsi “salvo”?

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