Atalanta, orobici asfittici in zona gol e la classifica non sorride. Effetto Copenaghen?

Pubblicato il autore: Lorenzo C Segui

Duvan Zapata – Foto Getty Images© per SuperNews

Che la stagione attuale non rappresentasse un proseguo delle ultime annate lo si era capito già a fine agosto. Quell’eliminazione, ai calci di rigore, contro il Copenaghen, in occasione del playoff di Europa League, ha scaturito gravi conseguenze che si sono ripercosse in campionato. La Dea non vince in A dalla prima giornata, ossia dallo scorso 20 agosto, nel match contro il Frosinone conclusosi con il roboante punteggio di 4-0. Poi il pareggio pirotecnico con la Roma per 3-3, dopo che i nerazzurri disputarono un primo tempo memorabile dal punto di vista dell’impegno e dell’intensità agonistica, e a seguire solo bocconi amari.

La sconfitta interna contro il Cagliari aprì i primi segnali di crisi, successivamente il ko in casa della Spal, il pareggio acciuffato in extremis al cospetto del Milan, lo 0-0 casalingo contro il Torino, in cui ad onor del vero gli orobici avrebbero meritato qualcosa in più, poi la sconfitta per 2-0 al “Franchi” di Firenze, gara in cui l’Atalanta ha avuto a disposizione maggiori opportunità per andare a segno, non adeguatamente sfruttate. Inoltre, nel match contro la Viola ha pesato notevolmente il rigore concesso ai padroni di casa, per via di una simulazione, piuttosto evidente, di Chiesa, in grado di ingannare l’arbitro di quella sfida, ovvero il signor Paolo Valeri. Dulcis in fundo, quindi, il ko all'”Atleti Azzurri d’Italia“, il secondo in stagione, con la Sampdoria, a margine di una partita combattuta con ardore, in cui la Dea ha avuto a disposizione svariate occasioni per passare in vantaggio, ma un pizzico di imprecisione, la bravura di Audero e qualche palo di troppo, non hanno permesso ai nerazzurri di mettere al tappeto i coriacei blucerchiati.

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Ora l’Atalanta è costretta a leccarsi le ferite, ma soprattutto a guardarsi le spalle con maggior attenzione. La banda guidata dal Gasp occupa il quartultimo posto, con 6 punti all’attivo, distante otto lunghezze dall’ultimo piazzamento utile per accedere in Europa League, in quello che era diventato, nelle ultime stagioni, il suo habitat naturale. L’imperativo in casa nerazzurra è quello di tirarsi fuori, il prima possibile, dalle sabbie mobili, ritrovando quella vittoria che manca, oramai, da tanto, troppo tempo. Nonostante gli sforzi profusi nell’arco di queste settimane, la Dea stenti ad andare a segno.

Solamente 9 i centri realizzati, con alcuni attaccanti ancora a secco: fatta eccezione per il “papuGomez con 3 reti all’attivo, Duvan Zapata e Barrow sono entrambi appaiati a quota zero, ciò a testimoniare la chiara difficoltà dei bergamaschi nel trafiggere le difese avversarie, ed è ben noto che nel momento in cui si fatichi a trovare la via del gol, difficilmente si riesca ad avere la meglio sulla compagine rivale. Occorre, quindi, una scossa, una netta inversione di tendenza, al fine di evitare di trascorrere una stagione nelle retrovie, con l’obiettivo massimo di mantenere la categoria, aspetto, questo, che rischierebbe di rappresentare una ridimensionata rispetto ai traguardi raggiunti nelle scorse stagioni, in cui la Dea indossò gli abiti di outsider del torneo. Ma forse, quella, era un’altra storia. L’Atalanta dovrà ritrovare il bandolo della matassa per non incappare in ulteriori ko dagli effetti preoccupanti.

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