Donnarumma, la pazienza è finita: i tifosi del Milan vogliono Reina in porta

Pubblicato il autore: Antonio Guarini Segui

Gianluigi Donnarumma – Foto Getty Images© scelta da SuperNews

Donnarumma, schiavo di un contratto che ha fatto male a tutti. Un ragazzo di 19 anni che guadagna 6 milioni netti a stagione non è una cosa facile da vedere, anche nel pazzo mondo del calcio contemporaneo. Gigio Donnarumma rappresenta questa eccezione. Peccato che da quando abbia messo la firma su quel contratto sia entrato in una lunga crisi d’identità. Nella scorsa stagione si parlava di un ragazzo poco tranquillo, che subiva le contestazioni dei tifosi e la pressione del suddetto contratto. Durante l’estate scorsa il Milan ha cambiato proprietà. Via i cinesi, dentro gli americani. Cacciati Fassone e Mirabelli, ritrovati Leonardo e Maldini. Il tutto ha tranquillizzato anche Mino Raiola, che aveva avuto un pessimo rapporto con la dirigenza “cinese”. Gattuso non ha mai messo in discussione Donnarumma. Così come Mancini, che gli ha affidato subito la porta dell’Italia. Eppure le cose non vanno.

Donnarumma nel Milan continua a sbagliare, trasmettendo un senso di insicurezza anche ai compagni. Prese mancate, uscite a vuoto e disimpegni approssimativi con i piedi. Nella passata stagione Gigio non aveva un’alternativa  credibile. Gli altri portieri del Milan erano il vecchio Storari e il fratello Antonio. In questa di stagione c’è Pepe Reina. Un portiere carismatico, che è subito entrato nel vivo dello spogliatoio rossonero. Lo spagnolo è un leader nato, tanto che Sarri se lo sarebbe portato sulle spalle al Chelsea. Reina ha giocato solo in Europa League fino ad ora, contro Dudelange e Olympiakos. Giovedì l’ex Napoli tornerà tra i pali del Milan per il match contro il Betis. Ma tanti tifosi rossoneri ne invocano l’utilizzo anche in campionato. Già con la Sampdoria. Perché Donnarumma ha esaurito i bonus. Tutti i bonus.

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Donnarumma, crisi esistenziale e problemi di crescita?

Essere alla quarta stagione da titolare in Serie A a neanche 20 anni è già un bel primato. Ma Donnarumma sta vivendo una preoccupante involuzione. Bene il primo anno con Mihajlovic, benissimo il secondo con Montella, male lo scorso anno con Montella-Gattuso e malissimo in questa stagione. Non sia preso come un giudizio troppo severo. Ma tanti gol subiti dal Milan in questa annata sono dovuti a degli errori di Donnarumma. Napoli, Cagliari, Atalanta e derby, in queste occasioni il portiere rossonero è stato protagonista in negativo. Errori che si vanno a sommare a quelli della passata stagione, in partite importanti come con l’Arsenal in Europa League o in finale di Coppa Italia con la Juventus.

Oggi come oggi non è possibile pensare anche ad una cessione. Donnarumma e il Milan sono schiavi di un contratto che era meglio non firmare. Oggi la medicina migliore per il portiere di Castellammare di Stabia è una sola: la panchina. Reina è un portiere di esperienza e affidabile. Abituato a giocare in Serie A e nelle coppe europee. Donnarumma lavori a fondo a Milanello con Fiori e Ragno per tornare il giovane sfrontato che ha fatto innamorare i tifosi del Milan. Ne va del bene suo e della squadra di Gattuso. Sì perché anche l’allenatore ha esaurito i bonus a sua disposizione. La Curva Sud ha espresso il suo disappunto per un derby giocato e perso senza cuore. Senza impegno. Senza gioco. Senza niente.

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Donnarumma, un’eccezione che conferma la regola

Donnarumma, mai grandi portieri meridionali. A ben pensare l’Italia non ha mai avuto grandissimi numeri uno nati da Roma in giù. Il Napoli di Maradona ha avuto come portieri il veronese Garella, il romano Giuliani e il toscano Giovanni Galli. La Roma che ha vinto lo scudetto nel 1983 e nel 2001 ha avuto l’abruzzese Tancredi e il brianzolo Antonioli. La Lazio dell’era vincente Cragnotti aveva l’anconetano Marchegiani. La Juventus di Lippi ha avuto il romano Peruzzi. Milan e Inter negli ultimi 30 anni hanno avuto tutti portieri nati al nord: Galli, Sebastiano Rossi, Abbiati, Zenga, Pagliuca, Toldo.

L’unico portiere che ha giocato a grandi livelli in Serie A è stato Pino Taglialatela, ma parliamo di 20 anni fa. La Nazionale degli ultimi 50 anni ha avuto Albertosi, Zoff, Galli, Zenga, Pagliuca, Marchegiani, Toldo e Buffon. Tutti nati bel al di sopra del Tevere. Donnarumma è chiamato a invertire questa tendenza. Ce la farà? Gattuso, non si sa fino a quando, e Mancini lo sperano. Di cuore.

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