Milan, Gattuso ad un bivio: Betis Siviglia e Sampdoria da non fallire. Donadoni all’orizzonte

Pubblicato il autore: Lorenzo C Segui

Gennaro Gattuso – Foto Getty Images© scelta da SuperNews

Il derby della Madonnina perso al 92′ ha lasciato scorie pesanti in casa rossonera. Le voci non sono confermate, ma a quanto pare queste sono ore di riflessione da parte del direttore dell’area tecnica, Leonardo, per quanto concerne la posizione di Gennaro Gattuso sulla panchina del “diavolo“. Il futuro del tecnico calabrese dipenderà molto dall’esito delle prossime due gare, ossia quella di domani contro il Betis Siviglia, in Europa League, e il match di domenica, alle ore 18, contro la Sampdoria.

In caso di esito negativo in entrambe le sfide o di prestazioni ben al di sotto del gradimento generale, non è da escludere un avvicendamento in panchina con l’avvento di Roberto Donadoni. Al momento tutto ciò è da inquadrare nella sfera delle ipotesi ma l’andamento balbettante del Milan non sta agevolando il processo di crescita tanto auspicato da “Ringhio“, il quale ha il pieno appoggio da parte della squadra, ma per quanto concerne la dirigenza, più di qualche perplessità sta prendendo il sopravvento.

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I rossoneri, attualmente, occupano la dodicesima piazza in campionato con 12 punti all’attivo, seppur con una gara da recuperare, ovvero quella contro il Genoa, in programma il prossimo 31 ottobre, mentre in Europa League, Higuain e compagni sono in testa al girone F, a punteggio pieno dopo due gare disputate, davanti proprio al Betis Siviglia a quota 4, l’Olympiacos a 1 e il fanalino di coda Dudelange fermo a zero punti.

Spostando l’attenzione sulla sfida di domani, alle ore 18:55, “Ringhio” effettuerà pochi stravolgimenti di formazione, con le uniche novità riguardanti la presenza di Reina in porta, Abate a destra e Laxalt a sinistra sostituiranno rispettivamente Calabria e Ricardo Rodriguez, mentre in avanti sicuri di una maglia da titolare saranno Higuain e Suso, con Borini favorito nel partire dal primo minuto al posto di Calhanoglu.

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L’ombra di Roberto Donadoni, come detto, aleggia minacciosa. L’allenatore lombardo rappresenterebbe un profilo assai gradito alla dirigenza milanista, essendo stato un protagonista con addosso la maglia del Milan dal 1986 al 1996, per poi tornarla ad indossare, per un’altra stagione e mezzo, dal 1998 al 1999, collezionando complessivamente 390 presenze condite da 23 gol, conquistando una serie di titoli nazionali ed internazionali.

Ora, però, è troppo presto per issarsi verso ipotesi più o meno suggestive. La realtà ci conduce ad osservare un Milan in cerca di riscatto dopo l’amaro ko subito al cospetto dell’Inter, facendo leva sulla grinta, sulla fame di vittorie e sull’intensità che Gattuso ha tutta l’intenzione di trasmettere ad un gruppo che dovrà fare in modo di rialzare la china, onde evitare un nuovo scossone su una panchina, al momento, tutt’altro che stabile.

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