Firenze, vergogna e sdegno per le scritte offensive su Heysel e Gaetano Scirea

Pubblicato il autore: Lorenzo C Segui

Foto Getty Images© scelta da SuperNews

Impossibile far finta di nulla, inaccettabile girare la testa dall’altra parte ed affermare che tanto sia sempre accaduto. Doveroso, invece, fare luce e palesare il massimo dello sdegno e dell’inqualificabile dinnanzi alle scritte comparse, ieri pomeriggio, all’esterno dello stadio “Franchi” di Firenze, da parte di alcuni ultras della Viola che hanno impresso, attraverso una bomboletta spray, il seguente messaggio:”Heysel -39. Scirea brucia nell’inferno“, facendo chiari riferimenti alla tragedia avvenuta in Belgio durante la finale di Coppa dei Campioni tra Juventus e Liverpool, il 29 maggio 1985, quando persero la vita 39 tifosi bianconeri a seguito del crollo del settore Z dello stadio “Heysel” di Bruxelles, e alla prematura scomparsa di Gaetano Scirea, ex capitano della Vecchia Signora, morto in Polonia, a Babsk, il 3 settembre 1989, per via di un incidente stradale.

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Una bruttezza immane nel rimarcare tali episodi, come ad inneggiare che giustizia divina sia stata compiuta nei confronti degli acerrimi nemici di sempre. Indubbiamente tali messaggi deplorevoli non vanno ad intaccare la civiltà, la signorilità, l’alto senso civico di una città, Firenze, fiore all’occhiello della cultura italiana ed europea, così come l’opera di una ristretta minoranza non va confusa con l’intera tifoseria gigliata.Tuttavia così non va, non va per nulla bene. E’ inaccettabile quanto accaduto, è come girare, nuovamente, il coltello nella piaga nei riguardi di famiglie che ancora piangono la scomparsa dei loro cari.

Nella serata di ieri, la moglie di Gaetano Scirea, la signora Mariella, ha rilasciato alcune dichiarazioni piccate in merito a quanto accaduto, invitando i media a non spegnere le luci su ciò che è avvenuto, ponendo i riflettori su tali scritte dall’elevata barbarie, con lo scopo di auspicare che in futuro ciò non avvenga più. Dal mondo del calcio, che ingloba in sé la passione di milioni di bambini, ragazzi, famiglie, dovrebbero giungere messaggi differenti, segnali di distensione, inviti all’unione e a trascorrere ore felici allo stadio, senza rimarcare morti e tragedie.

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Ieri pomeriggio, a Firenze, si è persa un’occasione importante, quella di dimostrare che i dissapori passati tra le due squadre, ma soprattutto tra le due tifoserie, ossia di Fiorentina e Juventus, siano definitivamente superati, anche perché in campo si è assistito a tutt’altro spettacolo, con Giorgio Chiellini, capitano dei bianconeri, che ha deposto un mazzo di fiori dinnanzi alla Curva Fiesole in memoria di Davide Astori, ex bandiera della Viola, scomparso prematuramente lo scorso 4 marzo. E’ questo il calcio che tutti noi vorremmo vedere e non le storture comparse all’esterno dell'”Artemio Franchi” in cui livore e gratuita cattiveria hanno preso il sopravvento.

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