De Laurentiis punta il dito contro il Frosinone.

Pubblicato il autore: Mattia Di Battista


Aurelio De Laurentiis, 
patron del Napoli, non è un personaggio che le manda a dire, si sa. Sin dal suo avvento alla presidenza del club partenopeo, infatti, ci ha abituato a provocazioni e a polemiche di vario tipo rilasciando dichiarazioni ad effetto ai giornalisti.
Anche questa volta non è stato da meno. Intervistato dal prestigioso quotidiano statunitense New York Times, Aurelio De Laurentiis ha trattato diversi temi, soffermandosi in particolare sulla situazione del calcio italiano e sulle “multiproprietà”, tema a lui caro visto che dall’inizio di questa stagione è diventato anche proprietario del Bari in Serie D.
Partendo dalla situazione attuale del sistema calcio in Italia, De Laurentiis ha fatto un discorso  sulla competitività delle squadre italiane ed ha “puntato il dito” contro una piccola realtà che si è affacciata da poco tempo nel calcio che conta, ovvero il Frosinone. Queste le parole del vulcanico presidente del Napoli, riportate dalla Gazzetta dello Sport: « Finisci primo, prendi 100 milioni di euro, per esempio, da secondo guadagni 50 e così via. Ma se fai ultimo paghi una multa. Squadre come il Frosinone non attirano fan, né interessi, né emittenti nel campionato. Arrivano, non  cercano di competere e tornano indietro. Se non riescono a competere, se arrivano ultimi dovrebbero pagare una multa. Non dovrebbero ricevere denaro per il fallimento.» 
Chiaro il riferimento al sistema del “paracadute” che consente alle società che retrocedono in Serie B di usufruire di un contributo che permette loro di allestire una squadra competitiva nel campionato cadetto. Prosegue poi ADL puntando il dito contro l’UEFA: « La promozione e la retrocessione sono la più grande idiozia del calcio. Specie quando anche la UEFA costringe i club a rispettare il Fair Play finanziario. Le società dovrebbero essere strutturate geograficamente per poter essere autosufficienti. Se non possono sopravvivere finanziariamente, dovrebbero essere espulse.»

Altro argomento interessante è quello riguardante le “multiproprietà”, sulle quali De Laurentiis si è espresso così: «Ho cercato di comprare una squadra londinese in passato, ma non c’è stata occasione. Poi ho passato mesi ad esaminare le proposte a Baltimora, Detroit e Las Vegas, ma mi ha scoraggiato il costo di una squadra: oltre 150 milioni di dollari, compreso le spese per un nuovo stadio.» Insomma, De Laurentiis, ha ammesso il suo interesse verso il calcio estero e, in particolare, verso quello americano visti anche gli interessi imprenditoriali che egli stesso ha negli Stati Uniti come produttore cinematografico. Al momento, però, i suoi interessi nel calcio si sono estesi solo al Bari, squadra che ADL vuole riportare nel calcio che conta dopo il fallimento della società l’estate scorsa.
In ogni caso, le parole del vulcanico imprenditore partenopeo sono destinate ancora a far discutere, specialmente in merito alle esternazioni sul Frosinone (già preso di mira un paio d’anni fa dal suo collega Claudio Lotito).
Partendo dal presupposto che il ragionamento, in particolare sulla questione del cosiddetto “paracadute” può anche essere condivisibile, puntare il dito contro una squadra specifica può alimentare ulteriormente le polemiche che infestano il nostro calcio. Sarà interessante ora capire quale sarà la reazione dei tifosi e della società ciociara.

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