Flop de “Le Iene”, il servizio su Nicolò Zaniolo non ha senso. Andava elogiato, altro che “Grande Fratello”

Pubblicato il autore: Lorenzo C Segui

Bersaglio mancato, e nemmeno di poco. Qualcuno ci spieghi che senso abbia avuto il servizio andato in onda domenica sera durante la puntata de “Le Iene” in cui sono stati protagonisti di una pseudo-intervista il calciatore della Roma, Nicolò Zaniolo, e sua mamma, la signora Francesca Costa. Piuttosto che elogiare ed apprezzare le doti calcistiche ed umane del giovane 22 giallorosso, classe 1999, protagonista eccellente della sua prima stagione in A, culminata di recente con la doppietta rifilata al Porto in Champions League, si è spostata l’attenzione sulla signora Costa, in quanto particolarmente seguita su “Instagram” per via dei suoi semplici selfie.

L’inviato della trasmissione di Italia1 dopo un breve preambolo in cui ha elogiato il giocatore, ha spostato il focus sulla mamma, dando vita ad una serie di domande a doppio senso, incentrando il tutto sulla presunta “smania di selfie” e sull’opportunità di partecipare al “Grande Fratello“. Nessuna parola sulle gesta tecniche e atletiche di questo calciatore, fiore all’occhiello della next generation calcistica italiana. Il tutto è andato avanti, un pò stancamente, tra l’insofferenza di Nicolò Zaniolo, con le domande dell’inviato de “Le Iene” in merito a misure, passando dal girovita della signora Costa alle dimensione di una porta di calcio.

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Tutto piuttosto prevedibile, fino a quando si è parlato di “milf” e si è simulato un “confessionale” in stile “Grande Fratello“. A quel punto Zaniolo ha sollevato più di qualche perplessità sulla qualità dell’intervista, abbandonando l’abitacolo, per poi tornarci e porre fine ad un siparietto squallido, costruito ad arte dall’inviato in abito scuro. No, non è questo lo strumento adatto per accendere i riflettori su un astro nascente del nostro calcio.

Spesso si parla, in maniera piuttosto inopportuna, di giovani senza talento, che faticano ad emergere, di ragazzi che vivono nell’anonimato. Per una volta, invece, che c’è un diciannovenne dalle doti straordinarie, ecco la solita caduta di stile. Invece che parlare di lui, delle sue passioni, dei suoi hobby al di fuori del rettangolo verde, si dirotta l’attenzione sulla madre, solo perché spesso pubblica dei scatti fotografici sui social. Non ci siamo proprio. L’intento fuorviante del servizio “giornalistico” è apparso di bassa qualità, trasmettendo ben poco al telespettatore.

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Quale scoop ne è venuto fuori? Nessuno. Se non che Zaniolo abbia espresso la contrarietà affinché sua madre possa partecipare in futuro al “Grande Fratello“, e nulla più. Ma dinnanzi al più giovane calciatore italiano in grado di siglare una doppietta in Champions League, erano queste le domande da porre? Più importante dei due gol in ambito europeo vi è la mamma che di tanto in tanto pubblica foto su Instagram? Così si rischia di non valorizzare il merito, di non apprezzare il talento. Poi non lamentiamoci se in Italia scarseggia e latita la meritocrazia. Per una volta che abbiamo un diciannovenne che di certo farà parlare di sé in futuro, si sposta il focus sulla signora Costa, rea di scattarsi selfie in auto. Siamo caduti davvero in basso.

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