Inter-Bologna, sprofondo nerazzurro.

Pubblicato il autore: Lorenzo C Segui

Con l’amara sconfitta di ieri pomeriggio contro il Bologna, l’Inter certifica ulteriormente, semmai ce ne fosse stato bisogno, il grave stato di crisi. I nerazzurri perdono per 0-1 al cospetto dei felsinei mettendo in risalto crepe di tenuta psicologica e un gioco che stenta, drammaticamente, a decollare. In molti appaiono le ombre di loro stessi: da Icardi a Perisic, passando per Nainggolan. Latita la scossa giusta, latita la mentalità da grande squadra al fine di tirarsi fuori da un’impasse che non giova né alla squadra né all’intero ambiente.

Quest’inizio 2019 è davvero avaro di soddisfazioni per la Benamata che ha vinto in una sola occasione, ossia nel 6-2 rifilato al Benevento in Coppa Italia, per poi pareggiare 0-0 con il Sassuolo, perdere entrambe le volte per 1-0 contro Torino e Bologna, nel mezzo l’eliminazione ai calci di rigore ad opera della Lazio in Tim Cup. La banda guidata da Luciano Spalletti fa fatica ad andare a segno: in tre gare di campionato, zero i centri realizzati, eguagliando il record negativo stabilito dalla compagine nerazzurra nel lontano 1956. Un solo punto sui nove a disposizione contro Sassuolo, Torino e Bologna è troppo poco per sperare di blindare un posto per la prossima edizione della Champions League, provando, altresì, a mettere fiato sul collo al Napoli secondo.

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La classifica vede in questo momento l’Inter terza, con 40 punti all’attivo, distante undici lunghezze dai partenopei e ben venti dalla Juventus capolista. Piuttosto dalle retrovie, in attesa di conoscere cosa faranno quest’oggi Lazio e Atalanta, spinge il Milan, a meno quatto proprio dai nerazzurri. Preoccupa, inoltre, l’involuzione di Mauro Icardi. Ieri l’argentino ha gettato alle ortiche due occasioni propizie che in altre circostanze avrebbe buttato dentro. Il numero 9 interista, distratto dalle voci riguardanti il rinnovo del contratto, non va in gol in serie A dal 15 dicembre scorso, quando su calcio di rigore decise il match contro l’Udinese.

Da lì in avanti ben sei gare di digiuno. Nel mezzo una rete, sempre dagli undici metri, con la Lazio in Coppa Italia, mentre l’ultimo centro realizzato su azione risale addirittura all’11 dicembre, in Champions League, in occasione del pareggio per 1-1 contro il Psv Eindhoven. Icardi appare spento, Lautaro Martinez non vede la porta con tanta facilità e la mossa di Spalletti di inserire Andrea Ranocchia al centro dell’attacco, a partire dal 79′, è apparso un tentativo disperato nel cercare di capitalizzare al meglio gli spioventi provenienti dalle corsie laterali, ma a parte un tiro insidioso da parte del difensore, prontamente murato da Skorupski, nulla di particolare è stato creato.

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I numeri, i risultati, le prestazioni sono eloquenti. L’Inter deve reagire ed occorrerà farlo anche in fretta onde evitare di perdere terreno in classifica e di uscire frettolosamente anche dall’Europa League. Il momento non è certo dei migliori e i vari rumors sul futuro di Spalletti e su molti calciatori presenti in rosa non fanno altro che da corollario ad una situazione che se dovesse proseguire in questa maniera, rischierà di sfuggire pericolosamente di mano.

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