Napoli-Juventus, ci risiamo: Rocchi, Var e poco altro al San Paolo

Pubblicato il autore: Antonio Guarini Segui

Napoli-Juventus, un film già visto. Da un po’ di anni prima e dopo lo scontro tra azzurri e bianconeri si parla di tutto. Tranne che di calcio. Già, il gioco viene messo in secondo anzi forse anche in terzo piano. Da ieri sera si analizzano fotogramma per fotogramma gli episodi arbitrali. L’arbitro della contesa, Gianluca Rocchi di Firenze, se l’è cavata piuttosto bene. L’espulsione di Meret ha condizionato tutto il match, ma la decisione a termine di regolamento ci sta. Magari Rocchi poteva andare a dare un’occhiata allo schermo a bordo campo, ma la decisione ci sta. Bello il gol di Pjanic su punizione, anche se Zielinski non si capisce perché non salti in barriera. Il polacco ha provato a farsi subito perdonare, ma il palo gli ha negato l’immediato pareggio.

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Il gol di Emre Can sembrava aver chiuso la partita, ma poi Pjanic si è fatto cacciare. Il Napoli ha reagito da grande squadra qual è. Il gol di Callejon ha riacceso un San Paolo non proprio pieno. Insigne su rigore avrebbe potuto regalare un pareggio meritato, ma dal dischetto Lorenzo è stato meno Magnifico di altre volte. Dal fischio finale in poi si sta facendo un’analisi maniacale dell’arbitraggio, del Var e quant’altro. Forse perché il gioco del calcio non è stato protagonista assoluto dello scontro diretto tra le prime due in classifica. Come non lo fu l’anno scorso, quando il gol di Koulibaly fece destare dal sonno i tifosi neutrali. Napoli-Juventus è stata questo. Espulsioni date e non date. Rigori dati e non dati. Spintoni e accenni di rissa in campo. Questo è il meglio che il calcio italiano attuale può offrire? Forse sì. E quindi c’è da preoccuparsi. Molto.

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Napoli-Juventus, cosa resta il giorno dopo?

Partiamo dai numeri, quelli non sbagliano mai. Napoli-Juventus ha certificato, se mai ce ne fosse bisogno, che i bianconeri hanno l’ottavo scudetto di fila in tasca. Gli uomini di Allegri possono arrivare a 108 punti. Nel mirino c’è il record di 102 punti, realizzato con Antonio Conte in panchina. Il Napoli è scivolato a -16, una distanza siderale. Solo il Paris Saint Germain, nella Ligue 1 francese, ha un vantaggio maggiore sulla seconda in classifica. Cosa resta della Serie A dopo Napoli-Juventus? Un po’ di carne vicino all’osso c’è: la lotta per la Champions ed Europa League e quella per la salvezza.

Forse poco per chi per anni ha gustato ostriche e champagne. Ora ci resta un modesto hamburger. La Serie A, cannibalizzata da 8 anni dalla Juventus, oggi è questo. Come ha sottolineato Fabio Capello, negli studi Sky nel post Napoli-Juventus:“Si gioca in orizzontale, con il portiere, poche squadre vanno in verticale”. Una di queste è la magnifica Atalanta di Gasperini. I bergamaschi sono uno spettacolo da vedere. Certo, bisogna fermarsi un attimo e pensare che Gomez e compagni sono andati fuori al play-off di Europa League. Eliminati dal Copenhagen. Dall’ex campionato più bello del mondo è tutto. Arbitri, Var e poco altro da segnalare. Purtroppo.

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