Gattuso, un generale senza soldati: è un Milan da rifondare (ancora una volta)

Pubblicato il autore: Antonio Guarini

Gattuso, una stagione da cancellare. Tratto da Wikipedia, la legge di Murphy è un insieme di paradossi pseudo-scientifici a carattere ironico e caricaturale. Si possono idealmente riassumere nel primo assioma, che è in realtà la “Legge di Murphy” vera e propria, che ha dato il titolo a tutto il pensiero “murphologico”:“Se qualcosa può andare male, andrà male”. Al Milan versione 2018/2019 è successo proprio questo. E’ andato tutto male. Già dall’estate. In i luglio c’è stato il traumatico passaggio di consegne tra i misteriosi cinesi, capeggiati dall’ineffabile Yonghong Li, ed Elliott. In fretta e furia si è dovuto riorganizzare la società, una campagna acquisti in meno di un mese e cercare di ridare credibilità al mondo rossonero. Negli ultimi giorni di calciomercato sono arrivati Mattia Caldara e Gonzalo Higuain. Uno è stato sempre infortunato ( e lo sarà per i prossimi 5-6 mesi), l’altro ha salutato tutti a gennaio per tornare dal mentore Sarri al Chelsea. 

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Il Milan murphologico di questa stagione ha anche evidenziato una caterva di infortuni. Alcuni molto gravi, come quelli a Bonaventura, Biglia e il già citato Caldara. Molto pesanti i primi due che hanno tolto certezze alla linea mediana di Gattuso. In agosto è arrivato anche Bakayoko, in prestito con diritto di riscatto dal Chelsea. All’inizio il francese ha faticato, poi si è imposto. Ultimamente però i suoi comportamenti (maglia Acerbi, ritardi agli allenamenti) hanno messo in serio dubbio la sua permanenza a Milanello. A dicembre è arrivato l’eliminazione in Europa League per mano di squadra mediocri come Olympiakos e Betis Siviglia. Natale con sconfitta interna con la Fiorentina e pareggio senza reti a Frosinone. A gennaio è arrivato Piatek, l’unico tenue raggio di sole di questa stagione più nera che rossa del Milan. 

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Gattuso, un uomo solo e senza comando

Il polacco arrivato dal Genoa ha mascherato però le magagne del Milan. Poi però dopo il derby del 17 marzo, perso contro l’Inter per 3-2, il castello di carte costruito da Gattuso è crollato. L’allenatore ha perso, se lo ha mai avuto, il comando sui giocatori. I calciatori del Milan hanno cominciato a fare quello che vogliono. Il tecnico ha insistito sui suoi fedelissimi, trascurando i vari Biglia e Paquetà. Non è un caso che le ultime, brutte, prestazioni tra Serie A e Coppa Italia (Parma, Lazio,Torino) siano state giocate senza l’argentino e con il brasiliano a mezzo servizio.

Il paradosso di tutto questo è che il Milan è ancora in corsa per la Champions League. Con quattro vittorie nelle ultime giornate di campionato (contro Bologna, Fiorentina, Frosinone e Spal), potrebbero rimettere clamorosamente in corsa gli uomini di Gattuso per il quarto posto. Certo, c’è ancora qualcosa che potrebbe andare male. Il Milan murphologico di questa stagione non si fa mancare niente. Comunque vada sarà un insuccesso. Comunque vada in estate si cambierà molto. Elliott farà il suo primo vero calciomercato con il trio Gazidis-Leonardo-Maldini all’opera. Una rivoluzione rossonera è alle porte. L’ennesima. E i tifosi? Quelli pagano per soffrire. Eroici. A loro non gli si può chiedere di più. Davvero no.

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