Sarri: “Dura giocare con 35 gradi e mezzo. Gara condizionata”

Pubblicato il autore: GennaroIannelli Segui


“Il lupo perde il pelo ma non il vizio”,
dice un vecchio proverbio. Una massima che sembra, purtroppo, ben conformarsi al nuovo tecnico della Juventus, Maurizio Sarri. Partiamo dalla dovuta premessa che, ogni allenatore, ha la piena libertà di andare a cercare le motivazioni più plausibili tra quelle che, secondo lui, abbiano potuto determinare una sconfitta, e, a onor del vero, l’ex mister di Chelsea e Napoli l’ha fatto: “Abbiamo giocato una brutta partita, la qualre ci dimostra che dobbiamo ancora crescere sotto il profilo tecnico e tattico”.

Un’affermazione onesta, che ben sintetizza la prova incolore di una Juventus, apparsa oggi al “Franchi” solo una lontana parente di quella che ha dominato il primo tempo contro il Napoli solo due settimane fa. Sintomo di una condizione fisica ancora da trovare alla perfezione, certo, ma anche della scarsa capacità, a nostro avviso, di rimanere sempre “sul pezzo” e concentrarsi immediatamente sugli impegni col club. Un esempio su tutti: quel Cristiano Ronaldo,  che con la Lituania ha firmato un “poker” in grado di fargli accumulare un nuovo record, quello del maggior numero di realizzazioni nele qualificazioni europee, è apparso oggi spento, a tratti svogliato, senza mai riuscire a creare veri pericoli dalle parti di Dragowski.

E’ vero, la sosta per le Nazionali, porta via tante energie, ma è inammissibile vedere un Franck Ribery, 36 anni e pochi minuti nelle gambe, correre come un forsennato per tutti i novanta minuti. Tornando a Sarri, l’unica attenuante che gli si possa concedere, è quella di aver dovuto spendere due cambi già nella prima frazione. Fatto che può aver di certo condizionato le scelte e “fatto mancare le alternative nei momenti cruciali”. come lo stesso mister ha precisato, ma che non scioglie i dubbi relativi a una preparazione che non sembra essere riuscita ad invertire il trand infortuni lo scorso anno.

Quando poi il tecnico si lamenta perchè “Giocare con questo caldo a Firenze, sotto 35 gradi, condiziona. E’ diverso rispetto al giocare alle 20:45″. Davvero? Ma non era stata la stessa Juventus, per ragioni di visiblità, a chiedere alla Lega di giocare alle 15:00? Il caldo, può continuare ad essere un’attenuante per giustificare stop inattesi? Ci sentiamo di dire che, no, non è ammissibile. Non alla Juventus, almeno. Una società che forgia il proprio stile sulla ricerca costante della vittoria, non può consentire al proprio allenatore di “addurre” certe scusanti per provare a “deviare” in parte l’attenzione da dei prblemi di tenuta fisica che vanno risolti.

Sarri ha la fortuna di trovarsi in una delle squadre più vincenti della storia di questo sport, e deve dimostrare, lui per primo, di saper maturare anche sotto questi aspetti, per permettere ai “suoi” di fare un vero e proprio salto di qualità.

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