Juventus, cosa salvare del pareggio col Lecce

Pubblicato il autore: GennaroIannelli Segui

Guardiamo il bicchiere mezzo pieno: la Juventus uscita con un misero punto dallo stadio “Via del Mare” di Lecce conserva intatto il proprio vantaggio sull’Inter e per poco non allunga in classifica, grazie ad una prova incolore dei nerazzurri. Che le fatiche europee siano il minimo comun denominatore di due battute d’arresto inaspettate quanto meritate? Forse, fatto sta che la prima Juventus orfana di Cristiano Ronaldo fatica a rendersi incisiva contro un avversario entusiasta e che la gara l’ha giocata a viso aperto.

Le scelte di formazione di Sarri
Quella del turnover è la dura legge che si impone a chi è costretto a gestire una rosa formata da grandi campioni: Sarri decide che, per la “calata” in Salento puó fare a meno del suo soldato piú valoroso: Cristiano Ronaldo. Al portoghese vengono risparmiate le noie di una lunga trasferta dopo che, nelle precedenti apparizioni, aveva giocato praticamente tutti i minuti a disposizione.

Al suo posto, spazio al duo Dybala-Higuain, con Bernardeschi messo a fare da supporto alle due punte. Mai scelta si rivelerà più infelice. Il palo colpito dall’ex Fiorentina a porta vuota grida ancora vendetta: “Berna” fa tutto bene, ma tradisce la “Signora” nel momento in cui l’avversario andava colpito e affondato.

Non che i suoi compagni di reparto abbiano fatto molto di piú: l’argentino conferma la sua fama di attaccante “incostante”, e dopo l’ebrezza della doppietta in Champions League contro la Lokomotiv Mosca, sbaglia un paio di occasioni facili davanti alla porta che avrebbero potuto regalare gol e tre punti.

Non che la Juventus abbia demeritato, per carità: il possesso palla, che ha toccato un picco del 71%, certifica come la squadra bianconera faccia della costruzione di gioco la sua caratteristica piú distintiva. Quando peró a smistare palloni per fluidificare il gioco non c’è il fosforo del solito Miralem Pjanic (sostituito da Rabiot dopo aver accusato un fastidio agli adduttori), le cose diventano tutte molto piú complicate.

La Juventus non riesce a trovare piú i giusti spazi tra le linee ed è costretta a volte a cercare il lancio lungo (lí dove nasce l’occasionissima di Bernardeschi). Il lavoro delle mezzali, d’altra parte, non si é visto abbastanza: Sarri premia Emre Can e Betancurma i due lo ripagano con poco movimento e pochi inserimenti in area.

Un ultimo dubbio che sicuramente aleggerá nella testa dei tifosi é: ma De Ligt saprà dimostrare di valere 80 milioni? Le “sbavature” del centrale olandese stanno francamente diventando ttoppe e, alla lunga, rischiano di vanificare quanto di buono costruito dai compagni, seppur a fatica. Il tempo dell’adattamento dovrebbe essere finito e, dopo quattro mesi di lavoro con la squadra, l’olandese avrebbe dovuto imparare a smussare certi difetti di gioventú: errare è umano, perseverare è diabolico.

Detto questo, la Juventus vista a Lecce ha dimostrato la solita voglia di dominare il gioco, concedendo all’avversario (che paga, ne va tenuto conto, tutte le differenze tecniche del caso) poche occasioni per entrare in area.

Basi solide da cui ripartire per il futuro: Sarri dovrá capire in che modo far ruotare meglio gli uomini, la squadra riacquisire la capacitá di aggredire la partita nei momenti decisivi.

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