Atalanta: le parole di Gian Piero Gasperini fanno discutere

Pubblicato il autore: Andrea Riva Segui

Il tecnico dell’Atalanta Gianpiero Gasperini intervistato dopo la storica qualificazione ai quarti di finale di Champions League grazie alla doppia vittoria contro il Valencia ha rilasciato alcune dichiarazioni che faranno certamente discutere.

Gasperini, le sue parole sul campionato

Nella prima parte parlando dello stop del campionato, secondo lui le partite dovevano continuare a disputarsi a porte chiuse, perchè il calcio è come un antidepressivo, queste le sue parole al Corriere dello Sport: “Avevo gradito quel passaggio del primo decreto che consentiva al calcio professionistico di proseguire a porte chiuse, perché la funzione sociale del calcio soprattutto in situazioni di emergenza è chiara. Il calcio come antidepressivo, come forma di sopravvivenza, è così che lo considero. Le abitudini sono importanti, e non solo per noi italiani la visione di una partita, una parentesi di leggerezza, può risultare addirittura terapeutica. Hanno voluto dare un segnale forte, bah. Bisognava andare avanti con le porte chiuse, io la penso così”.

Gasperini, le sue parole sul Coronavirus

Nella seconda parte dell’intervista parlando dell’emergenza Coronavirus che sta colpendo particolarmente proprio la Lombardia (regione italiana con più infetti), è molto scettico scettico su quello che potrebbe accadere a Roma o Napoli se i contagi dovessero aumentare, dimenticando però che nel capoluogo campano stanno sperimentando un farmaco utilizzato per curare l’artrite reumatoide, che si sta dimostrando efficace contro la polmonite causata dal Covid-19 e che nella Regione Lazio stanno aiutando i pazienti bisognosi con le terapie intensive.
Queste le sue dichiarazioni a riguardo rilasciate sempre al Corriere dello Sport: “Nelle strade ci sono i posti di blocco, la percezione del dramma adesso è completa. La peste, è come la peste. La nostra vita è cambiata, la vita di tutti è cambiata. Un mondo rovesciato. Ho visto che hanno spostato le partite di Europa League, tra un po’ toccherà anche alla Champions, immagino. L’Italia è avanti di venti giorni rispetto ad altri Paesi, dubito che qualcuno possa azzardare delle previsioni sulla fine di questo incubo. Per quel che ci riguarda, nel giro di poche ore siamo passati dalla gioia per aver realizzato una grande impresa alla consapevolezza di vivere qualcosa di inimmaginabile. Sento soltanto le sirene delle ambulanze. State a casa, state in famiglia, non uscite. E da queste parti, in Lombardia, siamo sufficientemente organizzati, pur se in difficoltà. Mi chiedo cosa potrebbe accadere a Roma, a Napoli”.

Sicuramente parole che faranno discutere e già sui social sono iniziate le critiche, in certi casi anche piuttosto pesanti, al tecnico dei nerazzurri, che probabilmente poteva evitare alcune frasi, in questo periodo molto complicato per tutto il paese.

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