Coronavirus, Gabbiadini a Sky: “Sono di nuovo negativo, ora sto meglio”

Pubblicato il autore: Davide Corradini Segui

Coronavirus, Manolo Gabbiadini a Sky Sport 24: “Sono di nuovo negativo, ora sto meglio”. L’attaccante della Sampdoria ha parlato durante un’intervista rilasciata a Sky e ha dichiarato di essere di nuovo negativo al test, anche se da prassi deve aspettare il secondo tampone.

Coronavirus, Gabbiadini di nuovo negativo al virus

In Italia è stato uno dei primi giocatori del nostro campionato a risultare positivo al Coronavirus, ora però Manolo Gabbiadini può esultare: il primo tampone a cui era stato sottoposto è risultato negativo, anche se per tutte le precauzioni del caso bisognerà aspettare il secondo tampone fatto dopo 24 ore.

Ai microfoni di ‘Sky Sport 24’, l’annuncio che ha fatto Manolo Gabbiadini suona come una delle poche e belle notizie che finalmente cominciano ad arrivare. “La mia malattia è stata leggera, ho avuto la febbre per un giorno e una brutta tosse per 5/6 giorni. Quando ero a casa il dottore mi chiamava ogni giorno ed ero sempre sotto controllo. Ora sono tornato negativo, ma come da prassi devo attendere altre 24 ore per il secondo tampone che mi darà la certezza di essere veramente guarito“.

Non sarà facile e breve il percorso che lo porterà alla sua vita di sempre, ma Gabbiadini ci sta provando, poco a poco: “Sto bene, ho già ripreso ad allenarmi in casa per quello che è possibile fare. Mi sono ripreso e anche la mia famiglia sta bene. Ora le forze mi sono tornate, da due settimane mi alleno con continuità. I preparatori ci seguono costantemente. Nelle prime due settimane non riuscivo ad allenarmi, ci ho provato nella seconda ma non mi sentivo in gran forma e ho cercato di evitare”.

Gabbiadini è originario di Bergamo, città molto colpita dal nuovo Coronavirus nelle ultime settimane e dove vivono i suoi genitori: “Questa tragedia mi ha colpito profondamente, così come ha colpito milioni di italiani e di persone in tutto il mondo. Ero qua a casa, pensavo soprattutto ai miei genitori che sono chiusi in casa da un mese e ho detto che bisognava far qualcosa. Noi che abbiamo visibilità possiamo fare tanto per persone meno fortunate di noi“.

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