Al Milan c’è caos, parola di Demetrio Albertini

Pubblicato il autore: Demetrio Segui


Per anni ha difeso i colori rossoneri in campo diventandone una bandiera, ora che ha appeso gli scarpini al chiodo da un po di tempo, (dopo una parentesi in maglia Barcellona), Demetrio Albertini non si esime dal dire la sua sul momento che sta vivendo il club rossonero. L’occasione giusta si è presentata con la diretta instagram in compagnia di Carlo Pellegatti, giornalista da sempre vicino ai colori rossoneri. L’ex centrocampista, le cui parole sono state raccolte da calciomercato.com si è cosi pronunciato sulla squadra di cui è tifoso: “A mo’ di battuta, parlando di attualità potrei fare un paragone tra il Milan attuale e la conferenza stampa di Conte, in cui non si capisce bene cosa fare. La situazione al Milan mi sembra criptica, mi auguro che presto ne escano, c’è qualcosa anche li che va combattuto, anche se non so quale e come, non essendo dentro. Battute a parte ci vuole un progetto sportivo perchè ogni anno si riparte da zero. Sembra che non ci sia una linea con un progetto condiviso. Come prima cosa questa, quando stabilisci un percorso non puoi fare filotto e sperare che tutto vada bene, quindi devi saper gestire le critiche e le difficoltà nei momenti di crisi. Devi credere fortemente nella strada che intraprendi. A livello tecnico, dico che in Italia i giovani devono essere accompagnati da giocatori più esperti: anche i giocatori bravi, se fai una squadra solo giovane, non riesci a costruirli” Parole sincere e sicuramente, in virtù dell’amore che Albertini prova per i colori rossoneri, dalle parti di via Aldo Rossi faranno bene a tenerle in considerazione nello sviluppo dei progetti futuri.

Ibrahimovic può restare

Albertini ha poi espresso il suo pensiero circa il giocatore più carismatico del Milan attuale, lo svedese Zlatan Ibrahimovic:”Deve restare al Milan? Secondo me, se Ibra rimane in un progetto di un certo tipo, potrebbe fare da chioccia per qualche altro centravanti, anche senza giocarle tutte da titolare. Io credo che le ultime partite del Milan non siano andate così male e ho visto giocatori che sono cresciuti”

Bisogna essere tutti d’accordo

Chiusura dedicata a Rangnick: “Un allenatore straniero può funzionare al Milan? Non è straniero o non straniero, è il progetto di condivisione che serve. Serve unità d’intenti”.

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