Emergenza Coronavirus, parla Giulini:”Gli allenamenti collettivi dovranno ripartire entro e non oltre il 18 maggio”

Pubblicato il autore: Alessandro Pallotta Segui


Il Presidente del Cagliari, Tommaso Giulini, ha rilasciato una lunga intervista a “Il Corriere dello Sport” parlando del momento che vive il mondo del calcio: la posizione dei rossoblù sulla ripartenza della massima competizione calcistica italiana, i problemi che si possono presentare e le possibili soluzioni da adottare.

Il Presidente del Cagliari sulle possibili date e modalità per la ripartenza ha dichiarato: “Occorre innanzitutto avere la certezza di riprendere il campionato con date, luoghi e modalità definite. Non si può mettere il focus solo sul protocollo sanitario, ma ci sono anche aspetti regolamentari, giuslavoristici, organizzativi e le varie responsabilità che da questi derivano. Un passo avanti è aver individuato la data limite oltre la quale questo campionato non potrà scollinare, domenica 2 agosto. Ma gli allenamenti collettivi dovranno ripartire entro e non oltre il 18 maggio: altrimenti il governo dovrà dirci in maniera inequivocabile che non intende far terminare il campionato”.

Un’ altra questione molto importante analizzata da Giulini è quella di trovare, in caso di ripartenza, una risposta chiara in caso di eventuali contagi all’interno delle squadre o di un nuovo lockdown: “Secondo punto, serve un regolamento chiaro e ineccepibile in caso di eventuali contagi all’interno di una o più squadre o peggio, in caso di nuovo lockdown. In circostanze simili il campionato andrebbe chiuso e la classifica cristallizzata in quel momento. Il protocollo della Figc prevede che in caso di positività il calciatore venga isolato e il gruppo squadra sia sottoposto a 2 controlli a distanza di 5-7 giorni: nessuno stop al campionato. È quello che ha deciso anche la Bundesliga. Ma se chiaramente un organo di controllo indipendente dovesse accertare la positività per esempio di un terzo di una rosa della squadra, la stagione andrebbe chiusa lì. Altrimenti sarebbe impossibile garantirne una pressoché minima regolarità”.

Per ciò che riguarda la questione contratti, il Presidente del Cagliari ha affermato: “Indispensabile è il prolungamento dei prestiti e dei contratti in scadenza il 30 giugno fino al nuovo termine della stagione. Il Cagliari ha parecchi calciatori in prestito? Sono certo che uomini come Radja Nainggolan continuerebbero comunque a dare il 100% fino all’ultimo minuto dell’ultima gara. E sui rinnovi di chi è in scadenza, come sempre fatto, decideremo a fine stagione secondo un principio di meritocrazia”.

Sulla riduzione degli ingaggi, Giulini  ha dichiarato:“Serve un accordo di rinuncia parziale alla retribuzione da parte di tutti i calciatori in rosa, dato che per più di due mesi consecutivi non avranno fornito alcuna prestazione. Sono ancora troppo poche le squadre che hanno raggiunto un accordo. C’è una palese volontà di prendere tempo che si sconta sia con l’azzeramento dei ricavi da stadio, merchandising e franchising che i club hanno già subito sia con la parziale svalutazione del parco calciatori che accadrà anche in caso di conclusione del campionato. È falso dire che si pretende di far cadere solo sui calciatori il peso di questa crisi: la crisi cade in primis sulle società e sui dipendenti costretti alla riduzione degli stipendi o alla cassa integrazione. Ho una responsabilità paterna nei confronti di tutti i nostri lavoratori di Fluorsid e del Cagliari Calcio: li ringrazio per i sacrifici che stanno facendo in questo momento di grande difficoltà. Anche i calciatori devono fare la loro parte e la devono fare subito: qualora i mesi di inattività si limitassero a due e mezzo come speriamo, credo sia giusto che rinuncino solo a un dodicesimo della loro retribuzione”.

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