5 maggio 2002, clamoroso Ronaldo: “Interferenze? Noi…”

Pubblicato il autore: Alessandro Nidi Segui

5 maggio 2002. Una data divenuta l’emblema della sempiterna rivalità fra Juventus e Inter, con l’assegnazione del titolo di campione d’Italia all’ultima giornata di Serie A e un sorpasso al fotofinish che ha regalato gioia e incredulità da una parte e sconforto e disperazione dall’altra. Un episodio che di tanto in tanto ritorna in auge, sui social o nei bar (eccetto il recente periodo di chiusura al pubblico a causa dell’emergenza epidemiologica), animando il più classico dei botta-risposta, arricchito dall’abuso di memoria: Triplete, Calciopoli, retrocessioni e chi più ne ha più ne metta. Eppure, in una diretta risalente alle scorse ore, il bomber nerazzurro di quel periodo, Ronaldo (“quello vero”, amano sottolineare gli interisti) ha rivelato in collegamento con lo storico capitano bianconero Alessandro Del Piero cosa sia successo quel giorno: “Il 5 maggio 2002 abbiamo perso noi la partita, senza alcuna interferenza. In quella settimana ci sono state cose strane, noi siamo scesi in campo quasi rilassati e siamo usciti sconfitti. Per come abbiamo preparato la partita e per come siamo entrati, abbiamo commesso troppe distrazioni”.

5 maggio 2002: cosa accadde quel giorno?

L’epilogo di quel campionato regalò un coacervo di emozioni contrastanti alle tre compagini ancora in lotta per la conquista del titolo tricolore: Inter (capolista), Juventus e Roma. I giallorossi avrebbero avuto bisogno di un miracolo sportivo per agguantare lo scudetto, ma svolsero al meglio la loro parte, sconfiggendo il Torino al “Delle Alpi” con il minimo sforzo e con la radiolina all’orecchio per conoscere i parziali che stavano maturando negli altri stadi. Le speranze capitoline si spensero però sin dai primi minuti a causa del duplice vantaggio juventino all’alba del match del “Friuli” contro l’Udinese (reti di Trezeguet e Del Piero), con la formazione allenata da Marcello Lippi che, a sua volta, necessitava di un tracollo di Ronaldo e compagni all’Olimpico di Roma contro la Lazio. Nel primo tempo successe di tutto: vantaggio nerazzurro firmato da Christian Vieri, pareggio otto minuti più tardi di Karel Poborsky, nuovo allungo interista con Luigi Di Biagio e, in chiusura di frazione, altra esultanza di Poborsky a fissare il punteggio sul momentaneo 2-2.

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5 maggio 2002: il crollo dell’Inter

Nella ripresa, accadde l’impensabile: la muraglia difensiva dell’Inter di Hector Cuper si sciolse come neve al sole e i biancocelesti presero il largo, con le segnature a firma di Diego Simeone e Simone Inzaghi, oggi entrambi allenatori, rispettivamente di Atlético Madrid e, guarda caso, Lazio. A nulla valsero i disperati tentativi di arrembaggio dei meneghini: Ronaldo si andò a sedere in panchina e scoppiò in lacrime. Fu un vero e proprio dramma sportivo, con la Beneamata che, da prima, si ritrovò terza in graduatoria, scavalcata anche dalla Roma. A Udine, nel frattempo, al triplice fischio la festa era già scattata, con i neocampioni d’Italia raggiunti sul manto erboso dai propri sostenitori in preda al delirio collettivo. Ciò che nessuno osava immaginare, si era verificato. La Juventus era sul tetto della nazione per la ventiseiesima volta nella sua storia. Negli spogliatoi, il centrocampista Antonio Conte, attuale tecnico dell’Inter, asserì: “Stiamo godendo, questo ci ripaga della delusione vissuta due anni fa a Perugia”. Già, Perugia. La pioggia, l’acquitrino del “Renato Curi”, la beffa di Calori. La Lazio campione d’Italia, all’ultima giornata. Ma questa è un’altra storia.

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