5 maggio 2002, cosa fanno oggi i protagonisti dell’impresa bianconera?

Pubblicato il autore: Davide Roberti Segui

Diciotto anni fa, la Juventus compiva il sorpasso scudetto sull’Inter, completando una rimonta esaltante e regalando ai suoi tifosi una delle più grandi gioie del nuovo millennio. Quella squadra era infarcita di campioni, come del resto lo era anche la formazione nerazzurra: le immagini di quel giorno, però, parlano chiaro, e ritraggono un Ronaldo piangente a Roma ed un Del Piero festante in quel di Udine.
Dove sono finiti, oggi, gli uomini di Marcello Lippi in campo durante quel 5 maggio?

L’undici bianconero il 5 maggio 2002

Buffon; Thuram, Ferrara, Iuliano, Montero; Conte, Tudor, Davids, Nedved; Trezeguet, Del Piero. Questa era la formazione Campione d’Italia, e tra tutti ci sono certamente alcuni nomi che saltano all’occhio. Ma analizziamo singolarmente le loro sorti, a diciotto anni da quel pomeriggio.

Buffon: l’unico ancora oggi nella rosa bianconera, il 5 maggio 2002 trovò il suo primo trionfo con la maglia della Juve. In questi giorni, sta rinnovando ancora di un altro anno il suo contratto.

Thuram: l’ex Parma, squadra dalla quale arrivò per la cifra record di 33 miliardi di Lire, chiuse poi la sua carriera nel Barcellona, anche per problemi cardiaci. Ancora oggi è molto impegnato nella lotta al razzismo, dopo alcuni suoi celebri scontri con la LePen e con Sarkozy.
Ferrara: il forte centrale napoletano oggi è allenatore ed opinionista. Non particolarmente fortunate le sue esperienze in panchina (tra cui quelle con Juventus e Sampdoria), l’ultima è stata quella cinese del Wuhan Zall con un esonero in breve tempo.
Iuliano: anche lui, come Ferrara, diventa allenatore. L’uomo del celebre fallo non fischiato su Ronaldo chiude la sua carriera tra Maiorca, Samp, Messina e Ravenna, poi allena in Serie B ed ha fatto il vice a Tudor nell’Udinese.
Montero: uno dei giocatori più amati di quella Juve, oggi è allenatore della Sambenedettese, dopo aver allenato alcuni club sudamericani (tra cui il Penarol, squadra dove chiuse da giocatore).

Conte: simbolo amatissimo della “Juve del 5 maggio”, oggi è il nemico Numero 1 dei tifosi, che non gli hanno perdonato la scelta di accasarsi proprio nell’Inter. Eppure, anche da allenatore, era un idolo indiscusso. In ogni caso, è un tecnico di primo livello, tra i migliori al mondo.
Tudor: subito allenatore appena smette di giocare nell’Hajduk Spalato, oggi è tornato proprio nel club croato. Nel mezzo, esperienze in Grecia, Turchia (al Gala) e Italia (Udinese, dove ritrova Iuliano).
Davids: da calciatore, regala ancora sprazzi di classe con Barcellona ed Ajax dopo la rottura con Lippi. Poi entra nella dirigenza degli olandesi, fa da allenatore-giocatore (e poi da allenatore) in quarta serie inglese e quindi fa il vice nell’U-20 oranje per qualche mese. Da anni è ambassador della Juve nel mondo.
Nedved: la Furia Ceca ha sangue bianconero nelle vene, tanto che ancora oggi è un membro della dirigenza (vice-presidente). Insieme a Agnelli e Paratici, è uno degli uomini più importanti a livello dirigenziale, soprattutto dopo l’addio di Beppe Marotta.

Del Piero: il Capitano di sempre, oggi opinionista e businessman dopo aver chiuso la carriera tra Australia e India. Da anni, si parla di un ritorno, prima o poi, a Torino, come dirigente: finché c’è Agnelli (rapporti complessi tra i due), sarà difficile. Chissà.
Trezeguet: legatissimo ai colori bianconeri, il miglior bomber straniero dalla storia juventina è ancora oggi nello staff, in qualità di brand ambassador e di presidente delle Juventus Legends.

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