Capello: "Calciopoli ci ha tolto Scudetti che ha regalato ad altri"

Fabio Capello ha rilasciato un'interessante intervista al Corriere dello Sport in cui ha toccato diversi temi. L'ex tecnico di Milan, Roma e Juventus ha vinto sei Scudetti in carriera, quattro, di cui tre consecutivi, con i rossoneri, uno con i giallorossi ed uno in Spagna, alla guida del Real Madrid. In mezzo, una parentesi biennale alla Juventus allora guidata dalla "triade" Moggi-Giraudo-Bettega. Una parentesi tristemente nota per tutto il calcio italiano in quanto ha coinciso con lo scandalo di Calciopoli, che condannò i bianconeri alla retrocessione in B e alla revoca dei titoli conquistati sul campo.

Capello: "Moggi e Giraudo grandi dirigenti. Calciopoli? Ci ha tolto degli Scudetti regalandoli ad altri"

Torna a parlare Fabio Capello. Il tecnico che ereditò il"Grande Milan" di Sacchi e lo portò a primeggiare in Italia e in Europa. Un allenatore che in carriera ha vinto quasi tutto (gli manca un alloro con una Nazionale) e che dunque quando si espone catalizza su di sé l'atenzione degli sportivi italiani. Nell'arco della sua carriera l'allenatore ferrarese ha vissuto tante esperienze ed è stato coinvolto, suo malgrado, dallo scandalo Calciopoli che smembrò una squadra costituita da nove finalisti mondiali più elementi di spessore internazionale come Nedved ed Emerson. Era il 2006 e a Madama vennero sottratti due Scudetti vinti sul campo sotto la guida proprio di Capello:

"Calciopoli? Ci ha tolto Scudetti regalandoli ad altri - ha dichiarato Capello al Corriere dello Sport - Moggi e Giraudo erano grandi dirigenti, abbiamo vinto con merito".

Ma nel passato di Capello non c'è spazio solo per la Juventus. L'allenatore estense, come detto in precedenza, fu il prosecutore del "Grande Milan" di Arrigo Sacchi che lui riportò al successo in Italia dopo quattro anni di astinenza. e che avrebbe condotto anche alla conquista di una Champions League ,nella "mitica" finale di Atene, vinta per 4-0 contro il Barcellona. Di quella squadra, oltre ai vari Desailly, Papin e Weah facevano parte anche Maldini e Boban che, fino a pochi mesi fa, costituivano il "volto nuovo" della dirigenza rossonera prima che il croato venisse silurato a causa di dissidi interni nei piani dirigenziali:
"Sto quasi male per come sono stati trattati Boban e Maldini. Però loro, da dirigenti, hanno dimostrato la stessa serietà che avevano da calciatori. Io avei fatto come Boban. Non si indossa una maglia per niente: c'è la dignità prima di tutto".

Chiusura dedicata al caso Chiellini-Balotelli che sta facendo divampare non poche polemiche nelle ultime ore, col difensore toscano che, tra le pagine della sua autobiografia intitolata "Io, Giorgio", ha lanciato alcune "frecciate" all'ex compaagno della Nazionale: "Mi hanno chiesto tante volte di scrivere un libro, proponendomi anche compensi. Non mi piace sentire certe cose, credo che il calcio vada giocato piuttosto che raccontato".