Juventus, 5 maggio 2002: uno degli scudetti più incredibili della storia bianconera

Pubblicato il autore: Andrea Riva Segui

Oggi è il 18° anniversario di uno degli scudetti più incredibili della storia bianconera, infatti quel 5 maggio 2002, erano veramente in pochissimi a credere nel miracolo, ma andiamo a rivivere quella giornata indimenticabile a tinte juventine.

Juventus, uno scudetto incredibile

Quella stagione fu una delle più equilibrate a livello di titolo, dove a novanta minuti dalla fine la situazione vedeva l’Inter con 69 punti, la Juventus a 68 e la Roma a 67, ma l’ultima giornata i nerazzurri del tecnico argentino Hector Cuper erano impegnati sul campo della Lazio che ancora sperava nell’ultima posizione Uefa, mentre bianconeri e giallorossi giocavano entrambe in trasferta rispettivamente con Udinese e Torino, due squadre già salve e senza più obiettivi.

Pronti via e la squadra di mister Marcello Lippi era già sul 2-0 grazie alla coppia gol Trezeguet-Del Piero che in undici minuti mettevano subito le cose in chiaro al vecchio stadio Friuli, ma quando Vieri subito dopo il raddoppio di Alex, trafiggeva Peruzzi non immune da responsabilità, all’Olimpico sembrava finita. Ma a Roma tra le file biancocelesti di mister Alberto Zaccheroni c’era un giocatore ceco all’ultima presenza in Serie A che prima di salutare tutti voleva mettere il bastone tra le ruota alla formazione milanese, ovvero il centrocampista Poborsky tra l’altro compagno di nazionale (Repubblica Ceca) di Pavel Nedved.
Al 20′ il numero 8 della Lazio servito ottimamente da Fiore, insaccava facilmente in rete, facendo esultare momentaneamente i tanti tifosi bianconeri presente a Udine, ma la gioia durava appena quattro minuti, perchè Di Biagio sempre di testa sfruttava un calcio d’angolo di Recoba e una difesa laziale molto distratta, per il nuovo vantaggio. Quando tutto lasciava presagire la goleada nerazzurra, ecco il clamoroso errore che cambia la storia del match e del campionato: all’ultima azione prima del fischio finale del primo tempo, il difensore slovacco Gresko faceva un clamoroso retropassaggio di testa verso Toldo che il solito Poborsky non poteva non esimersi da realizzare l’incredibile 2-2.

Nella ripresa probabilmente l’Inter tornava in campo troppo sicura di vincere, ma a quel punto la fortuna dei bianconeri fu che il Bologna, in corsa con i romani per un posto europeo, all’inizio del secondo tempo subisce la seconda rete sul campo del Brescia di Roberto Baggio che grazie a quella vittoria ottiene la salvezza. Fortuna perchè a quel punto i biancocelesti vincendo potevano conquistare il sesto posto ai danni dei felsinei, evitando l’allora Coppa Intertoto (torneo estivo per andare in Uefa); i nerazzurri erano sulle gambe e mentalmente non si aspettavano che i loro avversari, in formazione oltretutto rimaneggiata, si giocassero la partita e infatti al 56′ proprio l’ex Simeone con un colpo di testa da una punizione del solito Fiore realizzava il 3-2 che per l’Inter significava la resa, nonostante la mezzora abbondante di gioco.

Ormai le avvisaglie di un imminente cambio di rotta erano esplicite ed ironia della sorte nel momento che il Brescia triplicava con R.Baggio ecco il 4-2 di Simone Inzaghi che gelava i 40 mila tifosi interisti assiepati allo stadio Olimpico, ma regalava alla sua squadra l’insperato posto Uefa (insieme al neopromosso Chievo Verona, vera e propria sorpresa di quel campionato).
Era il minuto 73 e a Udine si cominciava già a fare festa sia sugli spalti che in panchina, nonostante mister Lippi predicasse la calma, ma ovviamente anche lui ormai era consapevole che tre gol in meno di venti minuti, in quel tipo di partita era impossibile realizzarli.
Al triplice fischio finale dell’arbitro Pasquale Rodomonti della sezione di Teramo, partiva la grande gioia bianconera, sicuramente una delle più pazze, che mitigava in parte la doppia beffa delle due stagioni precedenti quando prima la Lazio e poi la Roma avevano beffato Del Piero e compagni per un soffio.

Per la formazione di Cuper la beffa atroce non finiva li, perchè la Roma di Fabio Capello con una rete di Cassano al 68′, sconfiggeva il Torino allo stadio Delle Alpi, scavalcando incredibilmente l’Inter al secondo posto, costringendo in nerazzurri, finiti al terzo posto, a partecipare ai preliminari di Champions League ad agosto con i cugini del Milan (arrivati quarti) che ovviamente non credevano ai loro occhi, visto che Vieri e compagni per tutta la stagione avevano sempre veleggiato tra il primo e il secondo posto.

Insomma un 5 maggio 2002 che un vero tifoso bianconero non potrà mai dimenticare, perchè vincere uno scudetto così, capita poche volte nella storia.

Ora riviviamo con un video le emozioni di quell’incredibile giornata

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