Marotta contro il protocollo del CTS: la ripresa rischia di saltare?

Pubblicato il autore: GennaroIannelli Segui

A pochi giorni dalla ripresa degli allenamenti collettivi (fissata per lunedì 18 maggio), e che dovrà svolgersi a porte chiuse come da indicazione del Comitato Tecnico Scientifico, Beppe Marotta, amministratore Delegato dell’Inter, solleva nuove perplessità sul protocollo sanitario messo a punto dalla FIGC e minaccia di non far andare in ritiro la squadra. “Inapplicabili” il giudizio espresso sulle misure di sicurezza cui i diversi club dovrebbero attenersi. Una voce di dissenso, quella del dirigente varesino, che ha trovato il conforto di tanti altri colleghi tra cui Aurelio De Laurentiis che ha subito assunto la medesima posizione dei nerazzurri, seguito poi “a ruota” da Verona, Torino, Samp e Lecce.

Un bel problema giacché sembrava che Lega e Governo avessero finalmente trovato un’intesa e si potesse procedere alla ripresa dell’attività agonistica. Ora invece ci sarà,come prevedibile, un rallentamento, con il Presidente di Lega Dal Pino che dovrà incontrarsi col Presidente della FIGC Gravina e Casasco, capo del CTS, per trovare una soluzione.

Marotta e il “no” ai ritiri di squadra: le ragioni del malumore

Ma quali sono i motivi che spingono Marotta ed altri dirigenti di Serie A ad opporsi all’attuazione del protocollo sanitario? Innanzitutto la gestione degli spazi: molte squadre, tra cui la stessa Inter, non dispongono di strutture adeguate per ospitare l’intero gruppo dei giocatori più lo staff tecnico al completo, tanto che molti di loro saranno costretti ad appoggiarsi a strutture alberghiere esterne. Si chiedono lumi inoltre sui comportamenti da attuare nel caso vengano rilevati nuovi casi di positività al virus. In tal caso il Protocollo prevede la messa in quarantena di tutta la squadra per almeno due settimane, una prassi che sarà a carico della responsabilità individuale dei medici: se le squadre dovessero fermarsi (e quindi non giocare) per almeno due settimane, non si rischierebbe di falsare ancora di più l’andamento dei campionati? Si chiedono Marotta e soci.

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