Matri dice addio al calcio: “Mancano le motivazioni”

Pubblicato il autore: GennaroIannelli Segui

Alessandro Matri dice addio al calcio giocato. L’attaccante classe 1984 ha comunicato di aver rescisso il contratto che lo teneva legato al Brescia dallo scorso primo luglio, prendendo di conseguenza la decisione di appendere gli scarpini al chiodo. Prolifico goleador, in carriera “il mitra” ha vestito diverse maglie importanti, tra cui quelle di Juventus, Lazio e Milan. Ma é sotto la guida di Massimiliano Allegri a Cagliari che si é affermato come uno degli attaccanti migliori del nostro panorama calcistico.

Matri e il suo addio al calcio: “Ormai mi sento un peso”

Dice basta anche Alessandro Matri. Il “mitra”, 128 gol in carriera tra club e Nazionale, si ritira all’etá di 36 anni dopo aver vestito, negli ultmi sei mesi, la casacca del Brescia:
Comunico di aver rescisso consensualmente il contratto che mi legava al Brescia, e che é mia intenzione smettere di giocare – ha dichiarato Matri ai microfoni di Sky tg 24 – Dopo i primi sei mesi sono mancati gli stimoli, e dal campo sono arrivate risposte poco positive. Non avevo voglia di essere sopportato, non fa parte del mio carattere”.
Proprio il club lombardo rappresentava in un certo senso un ritorno alle “origini” per il bomber lodigiano, in quanto presieduto da Massimo Cellino, il patron che aveva contribuito a lanciarlo nel calcio che conta ad appena 23 anni. Proprio con la maglia rossoblú, e sotto la guida di Max Allegri, l’attaccante visse una delle sue stagioni piú prolifiche mettendo a segno 13 reti, prima di passare nel gennaio 2011 alla Juventus e completare quella che, a tutt’oggi, rimane la sua stagione piú fortunata dal punto di vista realizzativo (20 gol complessivi). A Cagliari, visto il suo particolare modo d’esultare, si guadagnerá l’appellativo di “Mitra”, che di lí in avanti lo accompagnerá quasi a sottintendere una sorta di “spauracchio” metaforico per tutte le difese avversarie.

Gli anni alla Juventus – Ma é alla Juventus che Matri raccoglie le maggiori soddisfazioni a livello di trofei. Sotto la guida di Antonio Conte vince due Scudetti e due Supercoppe italiane cui contribuisce grazie a 20 gol gol complessivi tra campionati e coppe formando, in coppia con Quagliarella, uno dei tandem offensivo piú forti e affiatati dell’intero campionato. Tornerá a vestire il bianconero nel gennaio 2015, dopo una parentesi sfortunata al Milan, incidendo anche in quell’occasione a suo modo: gol decisivo in finale di Coppa Italia alla Lazio, cui aggiungerá a fine anno un altro Scudetto vinto, rovinato solo dalla finale di Champions persa a Berlino contro il Barcellona.

La parentesi al Milan – Se c’é forse una “pecca” nella sua carriera é quella di non aver lasciato abbastanza il segno con la maglia del Milan, squadra di cui é tifoso, e nella quale ha militato agli inizi della carriera oltre che nel 2013, quando venne acquistato dalla Juve per 12 milioni. Un solo gol con il diavolo senza destare buone impressioni, neanche tra i tifosi:
Lasciare il Milan fu una pugnalata al cuore,ma lo chiesi io a Galliani. Qualche gol in piú me lo aspettavo,  ma sono comunque felice perché ho realizzato i miei sogni”.

Dopo una stagione alla Lazio, negli ultimi anni Matri ha giocato in “provincia”, vestendo le maglie di Sassuolo e Brescia, continuando a dare il proprio apporto con estrema professionalitá. Sino ad oggi, giorno in cui il calcio italiano saluta uno dei suoi protagonisti piú amati degli ultimi anni, augurandogli un “in bocca al lupo” per il futuro.

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