Mihajlovic, il leone che dribbla la vita

Pubblicato il autore: Demetrio Segui

Fin da quando era giocatore aveva dato prova della sua forza non solo tecnico-fisica, ma anche psicologica. Un campione, un uomo che non si è mai fermato di fronte alle difficoltà della vita ma è sempre sceso in campo per combattere contro tutte le avversità che il destino gli ha presentato a partire da quando era ancora in Serbia, con la guerra che interessava il paese, fino ad arrivare all’ultima battaglia, la leucemia, annunciata il 13 luglio in una conferenza stampa.

Mihajlovic scende in campo

Questa volta l’allenatore del Bologna ha riso in faccia a due avversari in una volta sola: la leucemia e il covid-19. La sua squadra aveva ripreso gli allenamenti in solitaria nella giornata di ieri. Il condottiero serbo l’aveva osservata dalla sua stanza d’albergo scelta da luglio quando, per forza di cose, ha dovuto rivedere le sue abitudini personali per far spazio ad una compagna indesiderata, la malattia. I suoi ragazzi s’erano stupiti quando l’avevano visto presentarsi nel ritiro di Verona, si saranno sicuramente stupiti nel sapere il suo ultimo calcio di punizione insaccato nella porta della vita. Alle 10 di stamattina Mihajlovic si è presentato a Casteldebole, ma non per riprendere i propri ragazzi che si allenavano, bensì per allenarsi lui stesso: corsa, serie di addominali proprio come fanno i suoi ragazzi per attenersi alle norme sanitarie. Situazioni normali sia per gli atleti che per un leone come Sinisa uno che ha affrontato le avversità come affrontava le partite: quando giocava gli bastava un calcio di punizione per far esultare la gente, ora gli basta molto meno per dribblare la vita.

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