“San Siro non è un bene d’interesse culturale”: si va verso l’abbattimento

Pubblicato il autore: GennaroIannelli Segui

Lo Stadio di San Siro non presenta alcun interesse di tipo culturale. Questo il giudizio della commissione per i beni culturali della Lombardia, chiamata a valutare il valore storico dell’impianto che da quasi un secolo ospita le gare casalinghe di Milan ed Inter. Il parere della commissione era stato sollecitato dalla giunta guidata dal Sindaco del capoluogo lombardo Giuseppe Sala il quale, nei mesi passati, si è sempre espresso in maniera favorevole nei confronti della preservazione di quello che viene considerato a tutti gli effetti un “simbolo” della città di Milano. Una sacralità che però stride con quelle che sono le ambizioni di Inter e Milan, desiderose di costruire un nuovo impianto moderno (e di proprietà), per mettersi al passo dei top club europei.

San Siro: si va verso l’abbattimento?

Nel documento presentato oggi in Comune dalla commissione per i beni culturali si legge che lo Stadio San Siro non può essere sottoposto a vincolo di tutela, in quanto è stato soggetto a diversi interventi di ristrutturazione rispetto all’impianto originario, costruito nel 1926, che tutt’oggi persiste solo in alcuni elementi “residuali”. Negli anni, infatti, San Siro è stato sottoposto a massicci interventi di ristrutturazione (tra cui quelli in vista dei Mondiali del ’90), finalizzati ad un progetto di ammodernamento. Lo Stadio non può essere dunque soggetto ad alcun vicolo di tutela, in quanto gli interventi di restauro sono più recenti dei 70 anni previsti dal Codice dei beni culturali, (articoli 10, 12 e 13). Da almeno due anni, inoltre, le dirigenze di Milan ed Inter stanno cercando di trovare un punto d’incontro per costruire un nuovo stadio di proprietà che sostituisca “La Scala del calcio” e proietti le due squadre europee verso una nuova dimensione, allineandoli ai maggiori club europei.

Nei mesi scorsi, due studi di architettura tra i più famosi a livello mondiale (Populous e Manica Sportium) avevano presentato i propri progetti: il primo legato a un altro monumento della milanesità come il Duomo, il secondo che conservasse legami col vecchio San Siro, mantenendone il terreno da gioco. Entrambi i progetti si sarebbero accompagnati, poi, ad un processo di riqualificazione del quartiere omonimo.

Del vecchio San Siro, come scrive la Gazzetta dello Sport, dovrebbero rimanere un pezzo di tribuna e una delle due curve, un simulacro del tempio che ha ospitato due dei club più importanti della storia del calcio. Ma il calcio non vive di monumenti, come ha sentenziato qualche giorno fa Rocco Commisso, presidente della Fiorentina, parlando proprio dell’impianto milanese. Milan ed Inter provano a gettare uno sguardo verso il futuro per rendere onore alla propria storia gloriosa di cui San Siro è stata parte essenziale.

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