17 giugno 2001: la Roma di Capello vince lo scudetto

Pubblicato il autore: Demetrio Segui


17 giugno 2001. Non una data come le altre per i tifosi giallorossi, bensì una data che racchiude al suo interno ricordi gioiosi di una festa tricolore attesa da tanti anni e, resa ancora più speciale dal fatto che quello scudetto i giallorossi lo scucirono dalle maglie dei rivali cittadini della Lazio, vittoriosi l’anno prima. Un tricolore giunto al termine di una stagione vissuta da protagonista.

17 giugno 2001, lo scudetto si tinge di giallorosso

Era la Roma di Fabio Capello e del Presidente Franco Sensi. Era la squadra che annoverava tra le sue fila campioni come Walter Samuel, Cafù, Vincent Candela, del puma Emerson, ma anche la Roma dell’attacco atomico formato da Francesco Totti, Gabriel Omar Bastituta e, a turno, Delvecchio o Montella. 20 reti per il campionissimo argentino acquistato l’estate 2000 dalla Fiorentina per 70 mld, 13 reti a testa per Totti e Montella mentre Delvecchio chiuse a quota 3 reti in 31 presenze. Una squadra veramente forte che la fece da padrone per tutta la stagione che andava dal 30 settembre 2000 al 17 giugno 2001. Nelle prime 3 giornate del girone d’andata la Roma conquistò 3 vittorie issandosi in testa alla classifica con 9 punti. Alla quarta, dopo una sconfitta contro l’Inter dovette cedere il passo ad Udinese ed Atalanta, ma l’assenza dalla prima piazza durò poche giornate. Il 13 novembre del 2000 la Roma si riprese la vetta e, di fatto, non la perse più. Le maggiori antagoniste furono la Juventus di Lippi e la Lazio di Hernan Crespo, appena arrivato dal Parma. A dicembre, in 5 giorni, dal 17 al 22: la Roma assunse i connotati di favorita per lo scudetto battendo la Lazio nel derby e pareggiando 0-0 all’Olimpico contro la Juventus conquistando un prezioso +6 alla fine del girone d’andata sui bianconeri. Il girone di ritorno fu terra di conquista per i giallorossi che si dimostrano una vera e propria macchina da guerra arrivando, il 1°aprile, ad avere 9 punti sulla Juventus e 12 sulla Lazio. La leggera flessione successiva fece avvicinare le rivali, ma i due pareggi ottenuti negli scontri diretti rimise le cose apposto. Decisivo, sicuramente fu quello per 2-2 a Torino il 6 maggio. Non senza qualche polemica visto che il permesso per giocare al giapponese Hidetoski Nakata venne dato a ridosso del match. Il giapponese entrò in tabellino con un gol e un assist. Fu quello l’ultimo vero ostacolo prima del 17 giugno 2001 quando all’Olimpico arrivava il Parma. All’inizio dei match la Roma ha 2 punti di vantaggio sulla Juventus. I gialloblù non sembravano avversario in grado di rovinare la festa essendo sceso nella Capitale senza pretese. Totti al 19′ e Montella al 39′ apparecchiarono la festa che fu sancita dal gol al 78′ di Batistuta: i tre tenori di una squadra forte ben condotta da Fabio Capello. Nel finale il gol di Di Vaio servì solo alle statistiche. La Roma era Campione d’Italia 18 anni dopo l’ultima volta e la coppa dello scudetto, di fatto, non cambiò città. La città eterna si colorò di giallorosso fino a tarda notte e da quel giorno il 17 giugno è giorno di dolci ricordi per l’ AS Roma e i suoi tifosi.

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