Alessandro Moggi: "Mio padre Luciano è un modello di vita. È stato l'unico violentato da Calciopoli"

Alessandro Moggi si racconta al "Foglio Sportivo". Alessandro Moggi, figlio di Luciano, in un'intervista rilasciata al "Foglio Sportivo" si racconta a 360° ricordando anche l'epoca di Calciopoli in cui è stato direttamente coinvolto suo padre. Alessandro Moggi oggi è un agente sportivo e nel 2011 ha fondato la Gea che gestisce diversi calciatori ed allenatori.
Alessandro Moggi tra Calciopoli e l'orgoglio per il proprio cognome
Alessandro Moggi ricorda Calciopoli. "Umanamente Calciopoli mi ha indurito molto, non credevo più nella giustizia. Mi hanno privato la mia famiglia e mio padre è stato l'unico violentato da Calciopoli, perdendo il lavoro. Sono amareggiato dal fatto che mio figlio non potrà rivivere quello che ho vissuto io con mio padre tra squadre e spogliatoi".
Alessandro Moggi soddisfatto del cognome che porta. "E' un orgoglio portare il mio cognome, mio padre Luciano è un modello di vita. Mi ha trasmesso il vero valore delle persone e degli impegni, mi ha insegnato il rispetto e la cultura del lavoro. Una volta dopo il mio esame d'agente ci fermiamo negli Stati Uniti a vedere qualche partita dei Mondiali e lui mi chiese di fare una telefonata per lui ma me ne dimenticai e lui si arrabbiò. Da quel momento ho capito il senso della cultura del lavoro".
Alessandro Moggi: «Porto il mio nome con orgoglio. Devo tutto a mio padre, l’unico violentato da Calciopoli»
L’agente, figlio di Luciano, al Foglio Sportivo: “Sono orgoglioso di essermi lasciato alle spalle la tempesta perfetta” https://t.co/d8q0lmYcgj pic.twitter.com/zVGiZOOPyT— il Napolista (@napolista) June 27, 2020