Galli su Buffon: “E’ tornato alla Juventus per riportare juventinità”

Pubblicato il autore: SAP Segui

 

Juventus-Milan di Venerdì sera segnerà il ritorno del calcio giocato in Italia, pronto a riprendere proprio da dove si era fermato, all’Allianz Stadium nel corso della partita di campionato fra Juve e Inter.
La Coppa Italia sarà il primo palcoscenico ad aprirsi ed a chiudersi, di fatti, il 12 e il 13 si giocheranno i ritorni delle semifinali e già il 17 si disputerà la finalissima del torneo.
Sulla partita della Juventus è tornato l’ex portiere del Milan Giovanni Galli, che nel corso di un’intervista esclusiva a Juventus News 24 ha toccato diversi temi relativi ad entrambe le squadre:

I TRE MESI DI STOP POSSONO INFLUIRE SUI RISULTATI?
“Certamente, prendo come esempio quello che è successo in Portogallo: il Porto e lo Sporting hanno perso, il Benfica ha pareggiato contro l’ultima in classifica. L’incognita è capire cosa può succedere dopo così tanto tempo dall’ultima partita. Sono 90′ di difficile gestione, anche per gli allenatori, per cui nessuno può immaginare quello che potranno regalare queste partite”.

SUL PRIMO ANNO ALLA JUVENTUS DI SARRI
“Mi ha convinto soprattutto la gestione, perché è stato molto intelligente a capire in quale squadra è arrivato e con quali giocatori ha a che fare. Probabilmente ha dato soltanto delle indicazioni ai suoi giocatori, visto che la sua mano e il suo calcio lo abbiamo visto solo a sprazzi. Il gioco veloce, di prima, con le triangolazioni si è visto poco fin’ora. Al di là dell’organizzazione difensiva, abbiamo potuto ammirare l’attacco dei due interni di centrocampo lato palla, al contrario di quello che facevano Conte e Allegri prima. Qualcosa si intravede, ma non me la sento ancora di dire che nella Juventus c’è la mano di Sarri: diciamo che ci sono degli spunti sui quali stanno lavorando e che mi auguro lo possano portare a compimento del suo progetto tecnico e tattico”.

LA JUVENTUS DOVREBBE PUNTARE SU DONNARUMMA?
“Credo che alla Juve in questo momento il punto debole non sia il ruolo del portiere. Szczesny è tra i primi cinque al mondo, ed è anche relativamente giovane. Non vedo questa necessità in quella posizione, anzi, in questo momento il polacco può fare 4/5 anni ad altissimo livello, per cui non so se lo andrei a sacrificare per spendere altri soldi. E’ un mio pensiero, poi io non sono nella testa dei dirigenti”.

L’AVVENTURA DI BONUCCI E HIGUAIN AL MILAN
“Anche lì la situazione non era semplice, visto che parlavamo di una squadra rifatta da capo a piedi. Quando tu metti insieme una squadra e la obblighi ad ottenere dei risultati, non è così automatico…”.

SU BUFFON E IL RITORNO ALLA JUVENTUS
“Con Gigi mi lega un’amicizia dal 1996, quando siamo stati insieme al Parma. Ci siamo sempre sentiti, confrontati. Lui aveva preso una decisione lo scorso anno, ossia quella di andare a Parigi, per mettere a disposizione del club la sua esperienza. E’ stato riportato alla Juventus per ritrovare la juventinità, che credo sia fondamentale. Quando in uno spogliatoio hai quattro o cinque giocatori che conoscono la storia del club, è logico che possano trasferirle agli altri, facendo loro capire cosa voglia dire indossare quella maglia.  La Juve ha vinto otto Scudetti sia per la bravura della squadra e degli allenatori, ma anche perché nei momenti difficili era quel gruppo di quattro/cinque giocatori che indirizzava gli altri sulla strada da percorrere, e mi riferisco a Buffon, Chiellini, Bonucci, Barzagli, Marchisio… Gigi è ancora valido come portiere poi non so cosa farà in futuro, ma quando dice una cosa in spogliatoio viene ascoltato. C’è bisogno della sua personalità ma anche della sua disponibilità: quando ci parlo al telefono è sempre rimasto il Gigi di vent’anni fa”.

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