Lecce, il ds Mauro Meluso:”La squadra è viva, pensiamo positivo senza giudizi sommari”.

Pubblicato il autore: Mattia Ala Segui

Il ds del Lecce Mauro Meluso, intervistato dal Corriere dello Sport, ha fatto il punto della situazione in casa giallorossa e parlato del delicato match che la compagine salentina affronterà questa sera al Via del Mare contro la Lazio. Ecco le sue parole:”Stiamo vivendo tutti questo momento con grande senso di responsabilità. Ho appena visto l’allenamento dei ragazzi. C’è grande consapevolezza, di chi è sulla buona strada e sa che deve continuare a alvorare in questo modo, con entusiasmo e voglia, per cercare di mettere in pratica le idee del mister”. Meluso prosegue:”Chi vuole bene al Lecce deve pensare positivo ed evitare di avere giudizi sommari. La storia della società del presidente Saverio Sticchi Damiani, ci insegna che più di un’occasione è stato fatto il funerale, ma alla fine siamo sempre risorti. Dobbiamo pensare positivo, perchè ci sono due motivi che ci permettono di farlo. Siamo ancora in corsa nonostante tutti i problemi che abbiamo e stiamo recuperando giocatori che ci possono dare una grande mano. Insomma, la squadra è viva e sta recuperando. Inoltre, in queste gare, ci sono state delle scelte arbitrali incomprensibili e subiamo anche qualche episodio sfortunato. Ci hanno contro rigori, come quello con la Samp assolutamente generoso, e queste sono valutazioni che in match cruciali non si possono sbagliare. Noi, però, siamo stati svantaggiati dal Var, che dovrebbe essere lo strumento utile a dissipare ogni dubbio, ma in alcune occasioni non viene utilizzato in modo oggettivo. Come nel caso dell’espulsione di Bonazzoli. La squadra, è in grado di farcela attraverso il gruppo. Anche in questo senso i ragazzi mi stanno sorprendendo ancora di più, in particolare anche quei calciatori che non hanno la certezza di restare con noi anche il prossimo anno. Ad oggi abbiamo alcune individualità che ancora non si sono espresse al massimo del loro potenziale, come Babacar e Farias”. Il dirigente calabrese conclude rievocando il suo passato biancoceleste:”A Roma sono stato negli Anni 80. Sono arrivato da Cosenza che avevo 14 anni, e ho fatto l’esordio in A assieme a Laudrup, d’Amico, Giordano e Manfredonia. Oggi però non sento più alcune appartenenza. Arriverà una squadra ferita, con tanti infortuni, nonostante questo la squadra di Inzaghi resta fortissima, e noi, per farcela, dovremo tirare fuori un qualcosa in più e gettare il cuore oltre l’ostacolo”.

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