Napoli, Insigne ammette: “Ammutinamento fu un errore”

Pubblicato il autore: Mario Nuvoletto Segui


Lorenzo Insigne è uno degli idoli di Napoli. Cresciuto a Frattamaggiore e nelle file delle giovanili del Napoli, ha saputo ritagliarsi un ruolo importante nella squadra partenopea di cui ora è il capitano. Attaccante classe ’91, con la maglia azzurra, Insigne ha giocato 339 partite condite da 86 gol. Il capitano del Napoli ha rilasciato una lunga intervista per il quotidiano Corriere della Sera, in cui mette tutti in riga e detta il cammino della squadra, facendo anche mea culpa su errori fatti in passato, come l’ammutinamento nei confronti di Carlo Ancelotti: “Rifarlo? Assolutamente no, ma è anche inutile pensare a ciò che si poteva fare e non si è fatto, abbiamo pagato e per fortuna ci siamo ripresi” spiega Insigne.

Lorenzo Il Magnifico, così chiamato in quel di Napoli, non ha risparmiato qualche critica all’ex allenatore del Napoli e alla squadra, confrontando la gestione di Ancelotti con la gestione Gattuso: “Non sono nessuno per giudicare Ancelotti, allenatore che ha vinto tutto e soprattutto quasi ovunque. Il mister è abituato a grandi campioni, io gli dicevo sempre che noi avevamo bisogno di essere messi sotto pressione, anche bacchettati se era il caso. Mi rendo conto che la mia è un’autocritica: siamo professionisti, dovremmo camminare da soli, ma noi forse in quel momento avevamo necessità di sentire il fiato sul collo. Gattuso? Esige tantissimo e ci motiva ogni secondo. Con lui mi sono sentito al centro del progetto, mi ha attribuito responsabilità e fiducia e il rapporto è autentico, spero di ripagarlo” dichiara Lorenzo Insigne.

Leggi anche:  Romero sposa l'Atalanta: "Voglio rimanere a Bergamo: non vedo l'ora di essere riscattato. Su Gasperini..."

Infine spazio al mercato, con molte voci che in passato lo volevano via dalla sua squadra del cuore: “Andare via? Mai pensato. Giocare nella propria città è il sogno di chiunque. Chiaramente non dipende solo da me. Vediamo cosa dice De Laurentiis, ma sono tranquillo. Ho ancora due anni di contratto. Se mi vuole sono qui. Tra noi c’è un rapporto autentico e leale. Con qualche scontro, ma come è giusto che sia” conclude il capitano del Napoli.

  •   
  •  
  •  
  •