Sarri, Sacchi ci va giù pesante

Pubblicato il autore: Mario Nuvoletto Segui


La Juventus di Sarri ha messo lo sprint per la vittoria del nono scudetto di fila, complice il pareggio contro l’Atalanta e la caduta della Lazio di Simone Inzaghi, portando quest’ultimi a -8 dalla capolista bianconera. Dopo i primi due trofei persi da Maurizio Sarri, quindi, la Juve sembra indirizzata alla vittoria della Serie A, permettendo a Sarri di vincere il suo primo trofeo in Italia e salvare una stagione che al momento sembra più negativa che positiva. Sono tantissime le critiche rivolte al tecnico toscano, con un gioco lontano anni luce da quello mostrato al Napoli e che ha fatto sognare i tifosi partenopei. Sarri al momento è stato sicuramente salvato dai singoli campioni, come Cristiano Ronaldo e Paulo Dybala.

Sacchi Vs. Sarri

Tra le numerose critiche ricevute da Maurizio Sarri, ci sono quelle di Arrigo Sacchi, considerato uno dei migliori allenatori della storia del calcio. Secondo l’ex tecnico della Nazionale e del Milan, l’esperimento Sarri alla Juventus è ampiamente fallito, come espresso in una disamina sulla Gazzetta dello Sport: “Purtroppo alla Juve ha trovato giocatori saturi di vittorie, avanti con gli anni, non abituati a giocare con la squadra e per la squadra. I valori individuali sono sufficienti per vincere in Italia in particolare se c’è alle loro spalle una società potente ed organizzata. Ma non succede a livello internazionale. Nel mondo si vince grazie al collettivo o comprando i giocatori migliori“.

Un calcio non adatto ad una squadra come la Juventus e non all’altezza delle massime competizioni europee, come dimostrato nel match di sabato contro l’Atalanta: “Gli uomini di Sarri in fase offensiva avevano scarse soluzioni, le distanze tra il possessore di palla e il ricevente erano eccessive, il movimento senza palla insufficiente. Anche le soluzioni erano minime per smarcamenti non coordinati e con tempi non sempre puntuali. Il pressing difensivo era portato con scarsa intensità. I raddoppi erano pochi, così come le scalate e le marcature” spiega Sacchi.

L’ex tecnico del Milan individua proprio nell’Atalanta l’esempio che la Vecchia Signora, e il calcio italiano, deve seguire per riuscire a mostrare un gioco che dia spettacolo e permetta di vincere serenamente le partite: “L’Atalanta oltre a divertici è un esempio alla portata di tutte le persone che hanno idee e amore per la propria attività. Gli uomini di Gasperini ci aiutano ad alzare i nostri limiti culturali calcistici. La speranza è che la lezione subita allo Stadium serva anche alla Juventus per giocare in Champions un calcio più collettivo. All’Atalanta, invece, chiediamo di stupirci ancora una volta” conclude Sacchi.

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