Scudetto Juventus, Maurizio Sarri: “Straordinario, ma ora bisogna vendere…”

Pubblicato il autore: Alessandro Nidi Segui


La Juventus ha conquistato il suo nono scudetto consecutivo superando per 2-0 la Sampdoria all’Allianz Stadium e Maurizio Sarri, all’età di 61 anni, ha messo le mani sul suo primo tricolore in assoluto. Questa stagione è stata un’esperienza nuova un po’ per tutti – ha dichiarato in conferenza stampa –. Io sono stato contentissimo dopo il lockdown di ritrovare i ragazzi e ritrovarli cresciuti dal punto di vista umano. Sono rimasto sorpreso e contento di questo aspetto. All’inizio li vedi solo come fuoriclasse, poi quando entri negli spogliatoi li vedi come uomini. Sono contentissimo per loro, il merito è di questo gruppo coadiuvato dalla società. Le sensazioni sono buone, io come tutti i bambini sognavo di vincere lo scudetto. Non l’ho vinto da grande ma da vecchio, ma sono contento”.

Maurizio Sarri: “Sottovalutato? Non lo so”

Maurizio Sarri ha poi aggiunto: “Penso che questo scudetto in Serie A sia stato il più difficile per tutto quello che è successo. È durato un anno e nessuno mi venga a dire che il lockdown sia stato rilassante. È stata una stagione dura, nella vita e nello sport non c’è niente di scontato. Vincere per 9 anni come hanno fatto alcuni di questi ragazzi è qualcosa di straordinario”. E ancora: Io sottovalutato? Non lo so. So che di allenatori in attività che hanno vinto in italia e in Europa ce ne sono pochi. La costante è la società che ti mette in condizione di poter vincere, può sembrare all’esterno una società fredda, ma nei momenti difficili ti sa stare vicino. Il presidente è molto presente, molto dello scudetto è loro”.

Maurizio Sarri: “Ora bisogna cedere…”

Uno sguardo di Maurizio Sarri è già rivolto al calciomercato: La Juventus dovrà cambiare quei due-tre giocatori come ogni stagione per avere ricambio generazionale adeguato. Rabiot, Bentancur e De Ligt sono giocatori giovani e forti, abbiamo già posto le basi, ma poi, come succede in ogni società, bisogna cambiare qualcosa. Questo è il compito del direttore, che in base ai risultati degli ultimi anni sa fare bene il suo lavoro”. A chi dedica il tricolore? “Quando vinci qualcosa il primo pensiero va a tutte le persone a cui fai fare dei sacrifici. Lo staff, la famiglia. Penso ad Aurelio Virgili a cui a volte chiamo la notte e lui sta ad ascoltare le mie cose…”.

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