Inter, l’imprescindibilità e la leadership di D’Ambrosio

Pubblicato il autore: Giuseppe Colicchia Segui

Nel mondo del calcio la figura del leader diventa di importanza fondamentale per costruire una squadra. Un gruppo vincente deve contenere al proprio interno più di un leader. Capitano, vice capitano, uomo squadra e uomo spogliatoio, sono soltanto alcune delle figure. La parola dunque da utilizzare è quella di “leader”. Non necessariamente un capitano riesce ad essere un leader per la propria squadra, a volte è solamente il calciatore più anziano o quello di maggior talento. Un leader deve però saper trascinare i propri compagni verso il raggiungimento degli obiettivi, guidandoli soprattutto nei momenti difficili. Deve aiutare i compagni più giovani nella crescita personale e deve essere un ponte tra l’allenatore e la squadra.
Ne sa qualcosa l’Inter. La scorsa stagione è stata tormentata dalle varie voci riguardanti la vicenda Icardi: un capitano che aveva perso la leadership all’interno del gruppo ed è stato, anche clamorosamente, “spodestato”. Al suo posto è stato scelto un leader come Samir Handanovic, all’Inter dal 2012. Con l’arrivo di Conte il gruppo dell’Inter è cambiato, lasciando andare elementi potenzialmente nocivi per lo spogliatoio come Icardi e Nainggolan. Si è cercato di costruire un gruppo italiano che rappresentasse una colonna portante per la squadra ed una spalla di appoggio per il nuovo allenatore Antonio Conte. A tal proposito, il calciatore su cui vogliamo soffermarci oggi è Danilo D’Ambrosio.

D’Ambrosio: un leader a fatti e a parole

D’Ambrosio, arrivato all’Inter nel 2014 per meno di 4 milioni di euro, si è rivelato un elemento chiave per i nerazzurri nel corso degli anni. Ha indossato la maglia in anni difficili, dove ancor più difficile era trovare continuità nel ruolo da lui ricoperto, il terzino. Sono stati tantissimi i terzini che si sono susseguiti all’Inter ma Danilo D’Ambrosio, con la professionalità e con il lavoro, è sempre riuscito a scavalcare le gerarchie iniziali, finendo per essere un titolare in quel ruolo (va detto come molti siano stati i demeriti degli altri compagni di ruolo).
Con Antonio Conte è arrivata un’ulteriore svolta per la carriera del difensore napoletano. Il modulo utilizzato dal tecnico salentino, il 3-5-2, ha reso Danilo un elemento importantissimo per l’Inter, grazie alla sua duttilità. D’Ambrosio è riuscito a diventare un elemento importante anche per il resto della squadra, un leader. Grinta, corsa, professionalità e attaccamento alla maglia sono soltanto alcune delle caratteristiche del terzino nerazzurro. Un leader a fatti ma anche a parole.

Partiamo dalle parole pronunciate da D’Ambrosio in una delle ultime partite di questa stagione, parole che nascondono al loro interno tutta la personalità del ragazzo, il cuore e anche il carisma di un vero leader. Al termine della gara vinta dall’Inter contro il Napoli per 2 a 0, con il primo dei due gol realizzato proprio da D’Ambrosio, gli viene chiesto a chi fosse dedicato il gol: “Per i miei figli e per Diego Godin che è davvero un grande professionista“. Quante altre volte capita che un calciatore dedichi un gol ad un proprio compagno di squadra, in un momento dove tra l’altro sta ritrovando di più il campo rispetto al passato con prestazioni convincenti? Parole da leader, da uno che tiene molto alla squadra, ai propri compagni e ai colori. Quanto alla dedica ai figli, basta fare una visita sui profili Instagram della famiglia D’Ambrosio per vedere il tipico affetto e amore di una famiglia dalle origini partenopee che ha saputo insegnare ai figli l’amore vero, oltre a quello per l’Inter. Altre parole cariche di leadership ma anche d’umiltà vennero pronunciate da D’Ambrosio nel lontano 2016, quando era già un leader in un’Inter in difficoltà: “Manca un nucleo di senatori? D’Ambrosio con tutta l’umiltà del mondo non è Costacurta, non è Zanetti, Maicon o Totti. Bisogna capire che l’Inter non è più quella del Triplete o quella che scendeva in campo con i fenomeni. Questa Inter può raggiungere gli obiettivi solo se è compatta e coesa. Se pensiamo che D’Ambrosio possa dribblare come loro, sbagliamo. Io mi metto davanti a tutti, insieme possiamo lottare, ma non siamo singoli che possono giocare da soli“.

Chissà se Antonio Conte abbia mai ascoltato queste parole, magari prima di sedersi sulla panchina nerazzurra ed affidare a D’Ambrosio un ruolo di primissimo piano nella squadra e in campo.
D’Ambrosio è un leader di questa Inter anche a fatti. Quella appena terminata è stata la stagione più prolifica in termini di gol per il terzino napoletano, pur giocando meno rispetto alle stagioni precedenti (a causa di tre infortuni avuti nell’arco della stagione). In campionato ha collezionato 22 presenze e 4 gol, il massimo nella sua carriera. Ad esse si sommano le 6 presenze totali nelle coppe italiane ed europee. Grazie alla duttilità di D’Ambrosio, Conte si è ritrovato tra le mani un giocatore perfetto per il suo 3-5-2, capace di giocare bene sia nei tre di difesa che da esterno di centrocampo. D’Ambrosio, tra gli elementi in squadra, è probabilmente quello che più di tutti riesce immedesimarsi nei meccanismi di questo sistema di gioco, con inserimenti in fase offensiva e perfette diagonali in fase difensiva. Parlando ancora di fatti, il mese di Luglio è stato il mese di D’Ambrosio. Quando la stagione volgeva al termine e c’era una posizione in classifica da consolidare e portare a casa, Conte ha puntato forte su Danilo, schierandolo sia in difesa che da esterno. Il finale di stagione di D’Ambrosio è stato magico: prima il raggiungimento delle 200 presenze in maglia nerazzurra, poi le 3 reti realizzate in questo mese (la prima contro il Brescia e le ultime due, fondamentali, realizzate contro Napoli e Atalanta). Grazie anche ai suoi gol l’Inter è riuscita a terminare la stagione al secondo posto in classifica e con condizione fisica ed umore alti in vista dell’Europa League, competizione nella quale siamo sicuri che il terzino nerazzurro dal grande cuore avrà ancora qualcosa da dare e da dire. Ancora una volta, fatti e parole.

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