Amarcord, Lazio-Atalanta 0-2 1997/1998: l’epilogo di un inizio illusorio

Pubblicato il autore: Filippo Davide Di Santo Segui


Chi ben comincia è a metà dell’opera“. Questa è una delle frasi che si sente citare spesso dopo una buona partenza, ma nel mondo del calcio, certe volte, non sentenzia l’esito di una squadra. L’Atalanta ha battuto il Torino senza particolari problemi, e tre punti sono stati portati a casa. Inizio benaugurate? Sarà il corso del campionato a deciderlo, ripartendo dal prossimo incontro di campionato contro la Lazio: contesto che, 22 anni fa, aveva fatto pensare a qualcosa di importante: senza fare i conti con tutte quelle lacune che avrebbero condizionato il proseguimento della stagione, nonostante l’inizio assai promettente.

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Lazio-Atalanta 1997/1998: l’epilogo di un inizio illusorio

Siamo nella stagione 1997/1998, e nonostante le premesse siano ottime per festeggiare al meglio i 90 anni della società, Emiliano Mondonico si trova tra le mani una Dea totalmente diversa rispetto a quella del campionato scorso: il “trio delle meraviglie” formato da Inzaghi, Lentini e Morfeo è stato venduto, ma dall’altra parte però sono arrivati giocatori come Caccia, Lucarelli e il trequartista Orlando. Sulla carta, il “baffo” di Rivolta d’Adda ha un gruppo promettente, ma ci si illude troppo presto: si comincia subito con una vittoria sul Bologna, per poi conquistare dei successi esterni importantissimi contro Napoli e Lazio. L’inizio trascina la Dea tra le prime otto, ma è soltanto un fuoco di paglia. Arriva quel crollo totale che trascina la squadra nei bassifondi: gioco assente, infortuni, carattere praticamente inesistente e una contestazione molto pesante della tifoseria. L’assenza di un reparto offensivo solido ha complicato ulteriormente le cose: tra un Nicola Caccia altalenante, il talento mai esploso Magaillanes e un Lucarelli che dopo il “boom” iniziale concluderà il campionato con sole quattro reti. A gennaio si prova a rinforzare la rosa con giocatori di esperienza, nonostante ciò, la situazione cambia poco: lontano dal Comunale di Bergamo ci si ritrova con il morale praticamente a terra, con tanto di retrocessione finale.

In occasione della sfida contro i biancocelesti, ritorna subito nella memoria quel famoso 0-2 allo stadio Olimpico, nella quale l’Atalanta riesce a sconfiggere la Lazio: squadra che a fine anno risulterà la terza miglior difesa della Serie A. Ad andare a segno in quel match sono Sottil (che si fece trovare al punto giusto per ribattere in rete dopo la respinta del portiere laziale) e Dundjerski (con una punizione da fuori area): firmando non solo l’epilogo di quell’illusorio inizio, ma anche l’ultima vittoria fuori casa della Dea.

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