Riapertura stadio Juve, le parole di Cirio: “Non tutti pronti come la Juve, potevano entrare 8500 persone”

Pubblicato il autore: Davide Roberti Segui


RIAPERTURA STADIO JUVE, PARLA IL PRESIDENTE DELLA REGIONE PIEMONTE ALBERTO CIRIO – Stadi sì, stadi no. E’ controversa la questione, ma di fatto si è deciso che almeno per un altro mesetto non si potrà giocare con i tifosi allo stadio. Lo stesso Presidente del Consiglio Giuseppe Conte ha ribadito come una partita di calcio di Serie A crei inevitabilmente assembramenti, condizione che ovviamente non può essere accettata dal governo. Eppure, c’era chi era pronto a riaprire: Andrea Agnelli ha spiegato come i grandi club perderanno 4 miliardi di euro nei prossimi anni, pertanto si era mosso anche con le istituzioni per adattare l’Allianz Stadium e permettere l’ingresso dei tifosi. Ecco le parole del presidente della Regione Cirio, che spiega come si stava preparando la Juve.

Riapertura stadio Juve, dopo il 7 ottobre si potrà fare qualcosa?

A detta di Cirio, la Juventus si sta dimostrando ancora una volta un passo avanti rispetto al resto dei club italiani. La società bianconera aveva infatti predisposto un piano per la riapertura immediata dell’Allianz: “Non tutti i club erano pronti come la Juve. Il piano? Il numero esatto di persone è di 8.500 unità, rispetto a uno stadio da 40 mila posti. Ma scenderebbe a 7.500 se consideriamo soltanto i tifosi. Con ingresso scaglionato, in un supermercato è più facile creare assembramentoRiaprono le scuole, si creano assembramenti nei supermercati, perché non si può provare con gli stadi? La strada è ancora in salita. Sulla possibile data di riapertura, sia metaforica (da parte del governo) che fisica, Cirio si è espresso così: Fino al 7 ottobre dovrebbe essere tutto bloccato. Ma aspetto le valutazioni di rischio del CTS, anche se comunque bisognerà attendere che scada il DPCM in vigore oggi“. Ci sarà da attendere, per ora dominerà il silenzio. E non può che dispiacerci.

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