Atalanta, Caldara out per oltre 3 mesi. Le soluzioni di Gasperini

Pubblicato il autore: Filippo Davide Di Santo Segui


Un’Atalanta così forte in partenza non si era mai vista: tra testa della classifica e record di goal fatti, o addirittura ottenere il primato nel campionato italiano per quanto concerne le oltre 4 marcature a partita. Inizio sicuramente importante, tuttavia, la difesa è risultata ancora una volta la classica altalena dove i tre dietro facevano il bello e il cattivo tempo: partendo dagli anticipi impeccabili sul portatore di palla fino agli svarioni molto evitabili. Gian Piero Gasperini cercherà di limitare i danni con il materiale a disposizione, ma dovrà fare a meno di Caldara per ben tre mesi. Situazione delicata? Analizziamo la situazione.

Una pedina non indifferente, ma quanta sfortuna – Prima della partita contro il Cagliari, Mattia Caldara aveva riscontrato un grave infortunio: lesione del tendine rotuleo che lo avrebbe tenuto lontano dai campi di gioco per oltre 3 mesi. Tempistica confermata da atalantini.com stamattina, e per la squadra di Gasperini non sarà facile fare a meno di lui. Certo, il numero 13 atalantino aveva fatto grande fatica contro il Torino, ma a fronte di un lavoro graduale sarebbe ritornato ai ritmi della scorsa stagione: contesto dove era riuscito a prendersi il posto da titolare dimostrando stabilità, attenzione e buona fase di marcatura. L’Atalanta ha puntato molto sul rilancio di Mattia, e ci sarà da lavorare il doppio per farlo rientrare a pieno regime nella seconda parte del campionato.

Soluzione orobica: da Palomino al combattente Romero – I nerazzurri non sono esenti da soluzioni, e il primo nome che salta all’occhio è quello di Palomino. Nelle prime tre giornate di campionato si è dimostrato molto utile alla causa, dimostrando grinta e rapidità sul portatore di palla. Perché fasciarsi, in parte, la testa? La risposta è semplice: José ha talento, ma ci sono molti dubbi sulla sua continuità. Giocatore o dal tempo impeccabile oppure principale causa del crollo dell’intero reparto, e per raggiungere determinati traguardi la necessità principale è quella di fare errori di questo tipo. Dall’altra ci sono anche Sutalo e il combattente Romero: Bosko è bravo negli anticipi, ma deve maturare; l’ex Genoa invece può portare (senza esagerare) quella cattiveria in più limitando i danni. Palla in mano al Gasp, che sicuramente saprà trovare la soluzione giusta ad un tassello che dondola sull’altalena da ben tre anni.

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