Ferrero: “La malattia esiste ma non si muore di Coronavirus. Non enfatizziamo questo problema”

Pubblicato il autore: Danilo De Falco Segui


Il presidente della Sampdoria, Massimo Ferrero, è stato protagonista di una lunga intervista ai microfoni di “Radio Capital” . Il numero uno doriano ha parlato di tanti temi, passando dal calcio, al pubblico negli stadi, al cinema fino ad arrivare al tema del Coronavirus.
Ecco le sue parole.

Ferrero: “Basta enfatizzare il problema Covid”

Ferrero ha iniziato l’intervista ricordando la scomparsa dello storico presidente della Sampdoria, Paolo Mantovani, avvenuta 27 anni fa: “Voglio ricordare un grande presidente della Sampdoria, Mantovani, che 27 anni fa è venuto a mancare. È stato un momento di grande dolore per la Sampdoria. Un uomo che ha avuto grande forza e voglia ed è riuscito a portare lo scudetto alla grande Sampdoria.”

Riguardo lo sport e il cinema, Ferrero non sta vivendo un momento molto felice: “Stiamo dimenticando la cultura, lo sport, lo spettacolo, la vita. Io faccio degli appelli ai nostri meravigliosi governanti, non dimentichiamo la cultura, è inutile mandare i nostri figli a scuola per raccontare loro le storie d’Italia se poi quelle storie le abbandoniamo.”

Sui casi di positività in Serie A, ecco il suo pensiero: “Non inventiamoci cose che non esistono. Qui c’è una malattia e noi gridiamo al mondo che siamo l’eccellenza della scienza: ringraziamo i medici e chi lavora negli ospedali per combattere questo coronavirus. Però prima era un mostro che non si identificava, mentre adesso l’abbiamo identificato e quindi cerchiamo di non enfatizzarlo. La malattia esiste, va identificata, ma abbiamo fatto 100 milioni di passi in avanti e grazie a Dio non si muore di coronavirus.”

Ma Ferrero non si ritiene un negazionista: Non sono un negazionista, io questo virus lo rispetto molto ma abbiamo i mezzi per affrontarlo. Tante eccellenze vanno in televisore, ma ognuno dice il contrario dell’altro. Ieri su Rai 2 abbiamo rivisto le bare. Ma dai…”

Pensiero anche riguardo i tifosi allo stadio: “Non dico il 100%, nemmeno il 50%, ma almeno il 25%. Marassi è uno stadio meraviglioso, ci vanno 45mila persone, ma se voi ce ne mettete 15mila chi se ne accorge? Io direi almeno un 30%. Noi facciamo a volte molta propaganda, chiediamo a volte responsabilità a questi ragazzi che sono ragazzi. Ma perché se facciamo le leggi non ci sono controlli?”

Ferrero augura anche una pronta guarigione a Ronaldo: “A Ronaldo faccio tanti auguri, è un uomo meraviglioso e tra una settimana starà già bene. Cerchiamo di non enfatizzare tutta questa cosa. Stiamo andando a sbattere, sia nel calcio, sia nella vita.”

Caso Genoa: “Stanno guarendo già quasi tutti. Oggi grazie a Dio abbiamo capito che serve un solo tampone per uscire. Io ieri per andare all’assemblea di Lega ho dovuto fare un tampone, ma lo avevo già fatto il giorno prima. È una cosa fastidiosissima. Tutti questi scienziati si mettessero d’accordo. Qui curiamo il corpo ma uccidiamo le menti. La gente non ce la fa più, io ho i cinema chiusi e lo Stato non dà niente.”

L’intervista si chiude con il capitolo Sindaco di Roma: “No, non mi voglio candidare come sindaco di Roma, ma se mi candidassi vincerei a mani basse. È matematico. La prima cosa che farei come Sindaco di Roma? Non fatemelo dire, io voglio fare calcio. La primissima cosa che farei è chiudere la Cristoforo Colombo e rifare l’asfalto, abbiamo delle buche su cui muore la gente e a Villa Borghese cadono gli alberi. Ripariamo le tubazioni, ma a voi sembra normale? In ogni città se non fai una manutenzione selvaggia si creano buchi e solchi, a Roma non c’è manutenzione. La Sindaca Raggi ha fatto una bella entrata e sta facendo una brutta uscita, da ammirare il suo coraggio. Io non sono all’altezza di questo compito e non lo farò mai, ma mi piacerebbe dare un contributo alla mia città”.

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