Pagelle mercato Serie A: Inter al top, la Juve non scherza, Atalanta e Milan prendono giovani sorprese

Pubblicato il autore: Davide Roberti Segui


PAGELLE MERCATO SERIE A, INTER LA MIGLIORE: MA SI SONO RINFORZATI TUTTI – Si era parlato di mercato scialbo, povero, probabilmente più intristito, sicuramente meno ricco di acquisti e di colpi di scena. Quello che si è appena concluso è stato, invece, un calciomercato davvero divertente e appassionante: anomalo, certo, vista la durata e il periodo (da inizio settembre a inizio ottobre), ma non per questo poco scintillante. Tanti prestiti, tanti scambi, ma anche tanti volti nuovi nella nostra Serie A, pronti a farci divertire. Sperando che il calcio torni a essere quello che ci piaceva, quello pre-Covid, e non quello a cui stiamo assistendo con rinvii e quarantene forzate.
Ma chi si è rinforzato meglio? Ecco tutte le pagelle.

Pagelle mercato Serie A, ecco tutti i voti dei club italiani

ATALANTA 7: In prestito tanti giovani potenzialmente pazzeschi, da Bettella a Bellanova passando per Piccoli, Melegoni, Colley e Muratore. Due cessioni importanti, quelle di Castagne e del giovane Amad Traorè Diallo, che servono a finanziare un mercato di talenti molto interessanti e giovani: Mojica, De Paoli, Lammers, Romero e Piccini. E scommettiamo che Miranchuk sarà un crack?

BENEVENTO 7: Mercato ben fatto, Vigorito imposta una campagna acquisti mirata a restare in massima categoria, per non fare la semplice comparsa come tre stagioni fa. Lapadula, Caprari e Iago Falquè sono attaccanti da Serie A (via Coda), Glik è una roccia e la conferma di Barba è molto utile. Dabo e Ionita per puntellare un centrocampo fisico e dinamico, Foulon lì dietro è una possibile sorpresa.

BOLOGNA 6-: Arriva il fedelissimo di Mihajlovic De Silvestri come terzino destro, mentre per la fascia sinistra Hickey può essere un fenomeno: per lui, battuta la concorrenza del Bayern Monaco. Poi, l’arrivo di Vignato, buon prospetto. Manca qualcosa in difesa, il reparto meno solido: ma il Bologna si salverà tranquillamente.

CAGLIARI 6: L’anno scorso fu un mercato da 8, poi una stagione da 5. Quest’anno c’è stato un mercato sufficiente: bene Godin, ancora utile se usato bene, e Zappa per la fascia destra. Sottil può far bene, così come Marin a centrocampo. La perdita di Nainggolan è davvero grave, e grave è il fatto di non averlo riportato in Sardegna. Senza il trequartista belga, ne arrivo uno algerino: Ounas del Napoli.

CROTONE 5: Mentre il Benevento neopromosso si rinforza bene, il Crotone fatica sul mercato. Magallan, DjidjiLuperto difensori discreti, Pereira, Reca e Rispoli buoni per puntellare le fasce difensive. Cigarini può ancora sparare qualche cartuccia, mentre Riviere può far bene anche in Serie A dopo la buona stagione a Cosenza. Manca però qualcosa: 4-1 dal Genoa e dal Sassuolo, 2-0 dal Milan. Servirà una svolta, ma un difensore di qualità, qualche centrocampista di qualità insieme a una punta che sappia fare tanti gol in Serie A (certamente non l’ultimo arrivato Silgardi) avrebbero fatto comodo.

FIORENTINA 6.5: Il caso Chiesa non viene gestito al meglio, va detto: ma l’arrivo di Callejon non può essere considerato banale. Poi gli arrivi di Borja Valero, Bonaventura e Amrabat, che sistemano il centrocampo, quindi la permanenza di Milenkovic che è una vittoria e Martinez Quarta, Barreca e Munteanu che possono essere bei talenti. In uscita, oltre a Chiesa, solo un po’ di giovani, tra cui Sottil a Cagliari, oltre a Ceccherini e Benassi finiti al Verona.

GENOA 7: La partita col Napoli, onestamente, non fa testo. Il Covid ha distrutto in partenza la stagione del Grifone, che però si è parecchio rinforzato: Zappacosta, Zajc, Destro, Badelj, Scamacca, Shomurodov, Paleari, Pellegrini, Asoro, Czyborra, Bani, Melegoni, Perin, Salcedo. Tanti giovani, qualcuno più esperto, per lo meno sembra un mercato fatto con criterio, con scelte utili al progetto e funzionali per il nuovo allenatore Maran. Potrebbe mancare un attaccante di livello, soprattutto dopo gli addii di Pinamonti e Sanabria.

HELLAS VERONA 6: partiti Kumbulla, Rrahmani, Amrabat, Verre e Pessina, sono arrivati Magnani, Ceccherini, Cetin, Tameze, Benassi e Barak, oltre alla punta Favilli. L’ultimo giorno di mercato arriva Kalinic: se torna ad essere quello di Firenze, il verona ha trovato il suo bomber. In generale, però, il livello si è abbassato, l’Hellas dell’anno scorso era più forte. Alcune garanzie, però: Ivan Juric, Faraoni e Silvestri.

INTER 8: Oggettivamente la migliore di questo mercato. Mercato fatto per Conte e per il suo classico 3-5-2: sono arrivati Kolarov, Darmian, Hakimi e Perisic come “quinti” di centrocampo. E’ arrivato Vidal, guerriero del centrocampo. In attacco, conferma e riscatto per Sanchez, con ritorno alla base di Pinamonti come quarta punta. Via gli esuberi: Joao Mario, Godin, Lazaro e Dalbert. Con un undici già forte e ben consolidato, l’Inter si vede costretta a vincere: può farlo.

JUVENTUS 7: Rivoluzione in panchina, dentro Pirlo e fuori Sarri. Quindi, un nuovo progetto, con giocatori nuovi, giovani e capaci. Alcuni esempi? Dentro McKennie, fuori Matuidi; dentro Morata, fuori Higuain; dentro Kulusevski e Chiesa, fuori Douglas Costa; fuori Pjanic, dentro Arthur. Partiti in prestito Rugani, De Sciglio, Romero, Pellegrini e Perin, la Juventus non è riuscita a fare davvero cassa con i propri esuberi. Però quando porti a casa certi giocatori non si può dire che sia stata una campagna acquisti fallimentare.

LAZIO 5.5: A tirare la corda, le lacune vengono fuori. La Lazio ha una rosa corta, troppo corta, e Lotito non ha investito e lavorato nel modo migliore per sistemare questa pecca dei biancocelesti. Muriqi può essere una discreta alternativa, così come Fares, Hoedt, Escalante, Akpa Akpro e Pereira. Ma nessuno di questi può essere un titolare. Forse il vero colpo è aver tenuto i big, da Milinkovic a Luis Alberto passando per Immobile: in uscita, solo cessioni minori Jony, Badelj, Wallace e Berisha.

MILAN 7: I tempi di vacche grasse dell’era Berlusconi sono lontani, ma questo Milan sta ripartendo con un’altro stile. Detto che tenere Ibra è il colpo migliore possibile, è arrivata una nidiata di giovani decisamente interessanti: Dalot e Hauge gli ultimi della lista, prima di loro erano arrivati Brahim Diaz, Kalulu e soprattutto Tonali, vero colpo da novanta strappato a Inter e Juve. Via i pessimi Paquetà e Ricardo Rodriguez, il Milan sembra davvero uscire dalle secche, e Pioli è ripartito al massimo con tre vittorie su tre. Sarà vera gloria?

NAPOLI 7: Pochi colpi, ma mirati: in fondo, non serviva nessuna rifondazione. Osimhen è l’acquisto più caro della storia azzurra, Petagna un buon rincalzo, Rrahmani una discreta riserva e Bakayoko il perfetto sostituto di Allan (finito all’Everton). Perso Callejon, si è deciso di aspettare Lozano: sembra un’ottima idea.

PARMA 5.5: Onestamente, si poteva fare di più. E’ vero, il cambio dirigenziale è appena avvenuto e certo non poteva subito arrivare Cristiano Ronaldo nel nuovo Parma di Krause, però quanto fatto è davvero pochino. Nessun nome altisonante, solo giovani come Cyprien, Nicolussi, Brunetta e Sohm a rinforzare il centrocampo, insieme a ValentiOsorio e Busi per la difesa e Mihaila per l’attacco. Ma un “nuovo” Kulusevski no? Occhio però a Liverani, un maestro di calcio.

ROMA 6: E’ passato inosservato, ma il colpo Pedro è tanta roba. Trattenuti i big (Zaniolo, Mkhitaryan, Veretout), sono arrivati anche Borja Mayoral come vice Dzeko (rimasto nonostante la Juve) e Kumbulla per la retroguardia, oltre a Smalling tornato in extremis. Via Kluivert, deludente in questi anni, oltre a Perotti Kolarov, giunti al capolinea. Poi sono partiti parecchi esuberi ancora di proprietà, come Schick, Zappacosta, Cetin, Florenzi, Defrel e Gonalons. Nel complesso, non malissimo.

SAMPDORIA 6: Media tra un inizio di mercato da 4 e un finale col botto. Arrivano i vichinghi Herrmanssen e Damsgaard a far compagnia a Thorsby ed Ekdal, un po’ poco per migliorare una squadra a rischio retrocessione l’anno scorso. Poi, però, ecco Candreva, Keita Baldé e Adrien Silva, e l’utile rientro alla base di Verre. Un peccato aver perso Bonazzoli, Depaoli e Linetty, utile invece liberarsi di Murru, Bertolacci, Chabot, Caprari e Vieira. E Ranieri è sempre una garanzia.

SASSUOLO 6: Praticamente immobile, ma non c’era motivo di andare a toccare una squadra splendida orchestrata da un allenatore fantastico. E’ arrivato Maxime Lopez, potenzialmente ottimo prospetto, insieme a Schiappacasse Romagna, sono partiti Scamacca, Goldaniga, Tripaldelli e Dell’Orco. Tutto tranquillo, in quel di Sassuolo: il meglio deve ancora venire.

SPEZIA 6.5: non ci sono top player in questo Spezia, tra gli undici che scendono in campo. Ma l’impressione è che ci sia un “top mister”: Vincenzo Italiano sa come salvare le Aquile. E allora dentro parecchi rinforzi, senza nomi altisonanti ma tutti affamati e già esperti di Serie A. Zoet, sebbene infortunato, è un buon portiere, accompagnato da Rafael e Provedel. Sala, Chabot, Mattiello, Marchizza e Dell’Orco sono giovani ma conoscono la categoria, così come Deiola, Verde e Farias. Agoumé è potenzialmente fortissimo, Agudelo e Piccoli possono crescere: se ben assortiti, questa squadra può far male. E se Galabinov continua a fare gol così…

TORINO 5.5: Difficile dire dove potrà finire questo Toro. Così a occhio, certamente non in Europa. Giampaolo ha bisogno di tempo, Belotti deve carburare, Sirigu e Nkoulou sono garanzie. Ma questa squadra aveva bisogno di essere rinforzata, e Linetty, Murru, Vojvoda, Gojak, Bonazzoli e Rodriguez sembrano un po’ poco. In uscita, Djidji, De Silvestri e Aina. Basterà anche questa volta il “Cuore Toro“?

UDINESE 6: Mercato discreto, sufficiente, gran colpo tenere a Udine Rodrigo De Paul. Riportati in Friuli Pussetto e Pereyra, ottimi innesti per la trequarti, ma soprattutto ottimo innesto Deulofeu (arrivato a pochi secondi dal gong). Bene Bonifazi e Molina per la difesa, occhio a Ouwejan arrivato dall’AZ Alkmaar. I colpi esotici sono Arslan e Forestieri (altro cavallo di ritorno). Brutto colpo la perdita di Fofana, forse sarebbe stato utile tenere Barak(spedito al Verona). Ma per salvarsi dovrebbe bastare così.

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