Perin: “Noi calciatori rispettiamo i protocolli!”

Pubblicato il autore: Giusi Iasiuolo Segui

L’aumento dei contagi da Coronavirus e la disposizione del nuovo DPCM da parte del Governo stanno di certo condizionando l’equilibrio dell’intera società, portando giustamente alle strette i comportamenti di ognuno di noi.
Anche il mondo del calcio è ancora stato colpito da tale situazione sociale. In particolar modo, molti calciatori della nostra Serie A sono risultati positivi ai tamponi nelle ultime settimane. Ciò ha dunque impedito lo svolgimento di diverse partite e sono sorte diverse polemiche, come quella legata a Juventus-Napoli.
In un’intervista a La Repubblica, il portiere del Genoa Mattia Perin – anche lui vittima del virus – ha parlato molto apertamente di questa condizione storica nel suo campo di lavoro:

“Basta con gli stereotipi del calciatore ricco, viziato e menefreghista! Nessuno toglie la mascherina, rispettiamo regole e distanziamenti, poi è inevitabile che in campo veniamo in contatto…”

Il giocatore, inoltre, rivela come possano pesare persino per loro queste restrizioni:

Gli stadi vuoti mi fanno piangere il cuore. La pandemia ci ha dimostrato che i tifosi sono essenziali quanto e più degli atleti. Ma il calcio deve andare avanti e noi giocatori siamo pronti a prenderci dei rischi.”


In conclusione, Perin ha raccontato della sua esperienza:

Quando mi hanno comunicato che ero positivo, mi sono detto: Mattia, non potevi farti mancare anche questa. Ma ho cercato di non buttarmi giù e di mantenere salda la mia reazione psichica. Questa è una malattia subdola, la puoi prendere in taxi o in ascensore. La verità è che in poche ore cambia il quadro clinico e neppure gli specialisti sanno molto del Covid-19. La malattia non è mai una colpa, ma un’eventualità che accade agli esseri umani.”

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