Atalanta, quali aspetti ha evidenziato la partita di Crotone?

Pubblicato il autore: Filippo Davide Di Santo Segui


L’Atalanta ha vinto contro il Crotone dopo due sconfitte di fila, ma quella dei nerazzurri non è stata una partita entusiasmante. Certo, l’importante era conquistare subito i tre punti in attesa anche dell’impegno europeo con il Liverpool in quel di Bergamo per la Champions League, però allo stadio Ezio Scida non è tutto oro ciò che luccica: la conferma di un bilancio sicuramente positivo visto che la squadra è momentaneamente seconda in classifica, però al tempo stesso un contorno formato da alcuni punti di domanda e piccole riflessioni tattiche.

Gerarchie tattiche: le certezze in primo piano per riportare il gioco – L’Atalanta ha un sistema collaudato che, per funzionare, occorre mettere in primo piano tutte le certezze tecniche viste ad inizio campionato. Il primo tempo con gente del calibro di Muriel e Gomez , si è evidenziato questo aspetto: al di là di qualche errore in fase di impostazione. Togli loro nella ripresa, la magia finisce: entrambi, insieme a Zapata, sono singoli che stanno facendo la differenza in attacco. Nonostante si avesse davanti un tridente con Malinovskyi, Zapata e Ilicic, la forma non è un fattore da mettere in secondo piano, e la differenza si è vista: Josip rallentava le azioni e Ruslan non ha dato l’impronta giusta (assist a parte). La Dea ad inizio campionato è partita con un equilibrio assolutamente perfetto, senza cambiare ciò che è stato fatto di buono la stagione scorsa, per poi stravolgere tutto nelle ultime tre giornate (e di fretta) mettendo in primo piano qualche sperimentazione di troppo: se vuoi mantenere costanza, occorre non rischiare se hai una linea chiara fin da subito. C’è da contare anche la questione infortuni, che non rende le cose certamente più facili, però il gioco ne ha assolutamente risentito. Giocatori da recuperare? Tempo al tempo, la stagione è lunga.

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Forza avversaria o poca attenzione? – A Crotone non si è vista certamente la migliore Atalanta, capace di soffrire un bel po’ la ripresa. Se andiamo ad analizzare la difesa apriamo una porta già spalancata viste le 13 reti subite, ma c’è anche un dato da considerare. Il goal realizzato da Simy è troppo evitabile per essere giustificato, un sintomo che la retroguardia si porta dietro da oltre tre anni. Avere tra le mani una difesa alta comporta a subire un po’ di più l’avversario, ma se le reti sono scaturite da disattenzioni tanto gravi quanto evitabili non ci si può permettere di stare tranquilli, neanche contro l’ultima in classifica: se Freuler e Sportiello non rimediano alla gravità fatta da Mojica, forse il match avrebbe preso una piega fin troppo diversa.

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