Atalanta, passaggio alla difesa a 4? Questione di interpreti e stabilità

Pubblicato il autore: Filippo Davide Di Santo Segui

Mettere le mani avanti e cercare una soluzione. Questo è stato l’obiettivo di Gian Piero Gasperini nel momento in cui ha capito che la sua Atalanta non era più quella dell’anno scorso: la ricerca di un vero e proprio equilibrio tattico per far ritornare quel gioco che tanto aveva impressionato in Italia e in Europa. L’odierna pausa Nazionale influirà parecchio sugli allenamenti al Centro Bortolotti di Zingonia, e come base di questa mini rivoluzione la tanto citata difesa a 4: idea trasformata in test vero e proprio durante la sfida casalinga contro l’Inter, portando i frutti sperati negli ultimi 15 minuti di gioco.

Idea concreta con gli interpreti giusti: l’Atalanta ha la sua pietra filosofale – Passare da un 3-4-1-2 ad un 4-2-3-1 (citando la Gazzetta), è stata una scelta che ha contribuito a risolvere i problemi tecnici delle ultime settimane tra campionato e Champions League. I nerazzurri hanno riscontrato una copertura molto più salda, riprendendo il pallino del gioco con quell’equilibrio tra centrocampo e attacco. Cambiare esclusivamente modulo però non basta, anzi, sono gli interpreti a fare la differenza: Pessina al posto di Pasalic ed infine il duo Miranchuk-Muriel a dare velocità e qualità in attacco. Basta un attimo, anche per qualche minuto, a ritrovare ciò che si stava cercando: la pietra filosofale tattica dell’Atalanta è nelle mani di Gasperini (in attesa del recupero degli infortuni).

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