Pasalic, un periodo “no” da mediano. La differenza si vede sulla trequarti

Pubblicato il autore: Filippo Davide Di Santo Segui

Mario Pasalic sta attraversando un periodo molto difficile tra campionato e Champions League. Il giocatore prolifico e determinante in fase offensiva sembra soltanto un lontano ricordo, e la confusione è abbastanza evidente. Ovviamente l’impegno non è esente da parte del numero 88 nerazzurro, ma quello che si è visto nelle ultime settimane ha confermato tutta una serie di teorie tattiche, evidenziato da quello visto all’interno del rettangolo di gioco. Ieri sera contro lo Spezia “Super Mario”, schierato nel ruolo di trequartista, al di là delle due occasioni sfumate, qualche margine di miglioramento è stato riscontrato.

Un riadattamento finito male: dirompente solo sulla trequarti – Da quando De Roon è rimasto fuori dai giochi, Gian Piero Gasperini ha deciso di puntare su Pasalic per compensare l’assenza dell’olandese a centrocampo. Considerando il fatto che Mario è un trequartista puro, mettendoci anche la mancata intesa con Freuler (molto più a suo agio nel compiere il “lavoro sporco”), hanno reso la mediana poco prolifica in termini di costruzione: spianando la strada ad un Pessina che, nel frattempo, ha dimostrato molta personalità con lo svizzero. Ieri sera a Cesena, il numero 88 orobico, schierato al posto di Gomez, ha riscontrato un piccolo miglioramento. Accorgimento troppo evidente per essere ignorato. La situazione è chiara: per vedere il miglior Pasalic è più opportuno schierarlo dietro le punte. Una posizione che gli garantisce inserimenti, assist, goal e quell’asse tra centrocampo e attacco tanto indispensabile per la Dea.

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