Atalanta, l’attacco ha bisogno di continuità: la chiave nerazzurra per battere chiunque

Pubblicato il autore: Filippo Davide Di Santo Segui

Nonostante tutti i problemi riscontrati tra preparazione, infortuni, questioni extracampo e un calendario dove non si aveva neanche il tempo di fare piccoli bilanci, l’Atalanta si è consolidata al tavolo delle grandi. Alla fine del girone d’andata, considerando che i nerazzurri hanno una partita in meno (contro l’Udinese che si disputerà il 20 gennaio visto che il match era stato precedentemente rinviato per causa pioggia), la Dea è al settimo posto con la piena consapevolezza di poter fare di più. Qual è l’elemento chiave per fare l’ennesimo salto di qualità? Il pareggio di Bologna ha sollevato numerose questioni, ma in comune un’unica certezza: l’Atalanta non può fare a meno di un giocatore in grado di portare fantasia e qualità alla squadra. Senza di esso, si fa molta fatica.

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SOS qualità: Ilicic è fondamentale, ma gli altri devono lavorare il doppio – Il match contro la Fiorentina, il secondo tempo con Juve e Roma, i primi 45 minuti di Bologna. Sprazzi di partita dove il giocatore cardine era colui che portava quella qualità necessaria a garantire gioco, equilibrio e goal. Ilicic-dipendenti? In parte. Certo, il numero 72 atalantino (essendo il più citato) fa la differenza, ma solo per un fattore di continuità. Gli altri elementi dell’attacco hanno dimostrato di avere le carte in regola per riuscire a rivitalizzare questo piccolo problema offensivo (Malinovskyi due settimane fa; Miranchuk con l’Inter), allo stesso tempo però la troppa altalena di ciò che si è visto in campo non può essere ignorata. Serve tempo per riuscire a sbloccarsi definitivamente. Quella qualità continua che all’Atalanta non deve mai mancare se vuole continuare ad imporsi (e crescere) in Italia e in Europa.

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