Atalanta, problemi in difesa? Ci pensa “El Cuti” Romero. Da scommessa a titolare

Pubblicato il autore: Filippo Davide Di Santo Segui

Aggressivo, puntuale, attento, cattivo (sportivamente parlando), ma allo stesso tempo preciso in tutti suoi interventi. Cristian Romero, detto “El Cuti”, è un difensore che, nel giro di poche settimane, ha mostrato una crescita impressionante: rivitalizzando un reparto fin troppo altalenante negli ultimi due anni. Sicuramente tra i migliori in questo particolare inizio di stagione non può mancare certamente il numero 17 nerazzurro. Ovviamente l’argentino può ancora migliorare (citando le parole di Gasperini), ma analizzando sia le statistiche complete della squadra che la velocità con cui l’ex Genoa si è inserito nello schema del mister di Grugliasco, si capisce quanto Romero abbia fatto cambiare completamente l’intera retroguardia dell’Atalanta.

In campionato Romero ha disputato sei partite con l’Atalanta (Lazio, Cagliari, Napoli, Crotone, Inter e Spezia), e nonostante la squadra abbia subito statisticamente lo stesso numero di goal dell’annata precedente (16), l’argentino ha dato una grande impronta di stabilità sulla retroguardia. Aspetto non indifferente soprattutto in Champions League: analizzando le reti subite (ben otto in totale), con “El Cuti” in campo la squadra ne ha riscontrate soltanto tre. Per non parlare della media di passaggi intercettati a partita (ben 5 tra campionato e coppa). Ovviamente definire lo stesso Romero importante alla causa orobica non è soltanto una questione di numeri: basta vedere il suo comportamento all’interno del rettangolo di gioco, oltre alla sicurezza che trasmette ai suoi compagni di reparto. Altre volte si dimostra uomo in più quando c’è da attaccare: dall’assist contro il Napoli al goal stile Carrera con il Midtjylland. Se l’argentino dovesse continuare a crescere, diventerebbe uno dei colpi più grandi della storia dell’Atalanta.

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