Pessina, meglio trequartista che mediano. Ruolo che lo limita sul gioco

Pubblicato il autore: Filippo Davide Di Santo Segui

L’Atalanta del dopo Papu ha evidenziato delle certezze troppo evidenti per essere ignorate: dalla necessità di avere la figura del “fantasista” al fatto che la squadra sia molto maturata rispetto a prima. Tra le tante relazioni, c’è forse una piccolo punto su cui è necessario soffermarsi, in particolar modo sul rendimento di Matteo Pessina. Perché mettere in discussione una pedina offensiva che ha cambiato volto alla Dea? Non si sta parlando da un punto di vista delle prestazioni dove il ragazzo ha dimostrato impegno, ma esclusivamente per una quesitone di ruoli: analizzando quelle che sono state le ultime partite.

La mediana che limita, l’attacco che fa la differenza: il punto su Pessina – Il numero 32 nerazzurro ha totalmente cambiato volto all’Atalanta: la sua visione di gioco, unita alla tecnica ed infine alla buonissima capacità di effettuare inserimenti sono stati decisivi. Ovviamente il suo equilibrio ne è valsa la solidità in difesa, e la continuità ha portato i frutti sperati. Nonostante tutto, la squadra fa fatica con lui in campo quando ci s’imbatte in un determinato momento: quando Pessina viene riadattato a mediano. Gli ultimi due pareggi contro Genoa e Udinese (mettendoci in parte anche il successo con la Lazio), il ragazzo è stato arretrato, e la costruzione del gioco è stata condizionata. L’impegno non si discute, e la sufficienza riesce a raggiungerla senza problemi, ma è troppo limitato in un contesto dove non ha gli spazi per esprimere al meglio il suo potenziale. Chissà se l’arrivo di Kovalenko aiuterà il ragazzo anche sotto questo aspetto.

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