Fiorentina, parla Luca Toni: “Ci sono tanti giocatori che non stanno rendendo per le loro qualità, serve un progetto”

Pubblicato il autore: Andrea Riva Segui

 

L’ex attaccante viola Luca Toni, oggi opinionista televisivo alla Rai, è intervenuto sul canale televisivo toscano  RTV38, dove ha analizzato il momento attuale della Fiorentina, parlando anche del francese Ribery (suo grande amico ed ex compagno di squadra al Bayern Monaco), passando per il giovane Vlahovic, il rapporto avuto con mister Prandelli ai tempi della sua esperienza a Firenze (47 reti in 67 presenze nel biennio 2005-07) e dei problemi attuali del tecnico di Orzinuovi e infine del suo ritorno nella stagione 2012-13 (27 presenze e 8 gol) al posto del mancato acquisto del bulgaro Berbatov.

Luca Toni, le sue parole

RIBERY: “In mezzo al campo fa più fatica perché ci sono tanti giocatori, sulla fascia si trova meglio. E’ l’unico giocatore nella Fiorentina che salta l’uomo. In questo momento la squadra non si può permettere di giocare con due punte vere. E Prandelli lo sa“.

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VLAHOVIC: “Ci vuole un programma chiaro in una squadra. Vlahovic ci può stare in una squadra che possa puntare al settimo/ottavo posto. Il problema oggi non è Vlahovic ci sono tanti giocatori che non stanno rendendo per le loro qualità. E’ troppo riduttivo pensare solo al centravanti. Serve un progetto mentre adesso mi sembra che si compri giusto per tappare il momento. Io credo si debba partire da una domanda: cosa vogliamo fare nei prossimi due o tre anni? E’ chiaro che settimo/ottavo non ci arrivi se non hai un programma. La Fiorentina non ha comprato giocatori per il futuro ma solo per salvare il momento“.

PRANDELLI: “Con me sono stati due anni stupendi alla Fiorentina. Prandelli fu bravo a creare un bel gruppo ma noi insieme ci trovavamo molto bene. Eravamo davvero un grande gruppo. Io ho fatto tanti gol anche perché la squadra giocava per me. Prandelli è stato molto più bravo l’anno dopo con una squadra che partiva da -19. Quella è stata la miglior Fiorentina e Prandelli fece un grande lavoro. Oggi invece vedo un Prandelli che ancora non ha capito come far giocare la squadra con le sue idee. Senza Ribery la Fiorentina non ha creato nulla“.

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RITORNO A FIRENZE NEL 2012: “Io arrivai alla Fiorentina l’anno in cui Berbatov non arrivò in viola. Io ero a Milano, ascoltai alcune offerte e poi il mio procuratore mi disse della possibilità di Firenze. Mi chiamò Andrea Della Valle e io gli dissi: vengo a piedi, al contratto pensateci voi. Con la Fiorentina ho iniziato la mia seconda giovinezza. Montella mi propose di allenare gli Allievi Nazionali ma io risposi che non avevo voglia di smettere e sono andato a Verona. E’ stata la mia rivincita nei confronti anche di Montella“.

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